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    Enrico Guarneri Catona2015

    Reggio – Uno straordinario Guarneri mette in scena “Il Consiglio d’Egitto”

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – All’arena “Alberto Neri” di Catonateatro va in scena una grande allegoria con “Il Consiglio d’Egitto”. La pièce, tratta dal libro di Leonardo Sciascia e ambientata a Palermo nell’ultimo scorcio del Settecento, vede uno straordinario Enrico Guarneri per la regia di Guglielmo Ferro e un eccellente cast, ricostruire fatti realmente accaduti in Sicilia alla fine del XVIII secolo. Si apre così in un grande affresco nel quale prendono corpo i sentimenti estremi dell’isola, un universo nel quale la morte indossa la maschera della vita e la vita quella della morte. Spetta all’attore catanese attraverso una lente distorta, trasfigurare ogni frammento di realtà e nei panni dell’abate Vella che, sullo sfondo di una società reazionaria sfruttando a proprio vantaggio il naufragio dell’ambasciatore marocchino Abdallah Mohamed Ben Olman, comincia a tradurre il “Consiglio d’Egitto”, un antico codice arabo che cancella ogni privilegio baronale e restituisce alla Real Maestà di Napoli il pieno potere sull’isola. L’apprensione serpeggia fra l’aristocrazia isolana e cresce la fama del “Grande Vella” ma è tutto un bluff perché l’abate non conosce l’arabo: il manoscritto che finge di tradurre è una vita del Profeta e il suo è un atto di geniale piaggeria che spera di innescare nell’isola un moto rivoluzionario. Sarà la ragione a difendere la dignità dell’uomo e a dare forza al suo pensiero e ad un insopprimibile bisogno di libertà.
    “Il Consiglio d’Egitto è stata una nuova sfida per me – afferma l’attore Guarneri prima di salire sul palco – Quando Ferro mi ha proposto il ruolo dell’abate, ho accettato con grande curiosità, umiltà e poi, me ne sono innamorato. Don Vella, il personaggio che interpreto, entra a far parte del potere con furbizia ma, come spesso accade nella vita, sarà travolto da ciò che desidera. Sono le debolezze di un uomo che ha vissuto sempre tra l’imbroglio e l’opportunismo a metterlo in crisi, ma alla fine trionfa la verità. Insomma, questo è uno spettacolo che fa riflettere”.
    In scena, il talento di Guarneri è travolgente anche quando con qualche ilare battuta smorza un testo di grande attualità che fotografa un periodo storico e, soprattutto, un potere che, ieri come oggi, continua a preservare se stesso, ad autorigenerarsi, che ingloba tutto e tutti e che travolge chi non si adegua. L’attore siciliano in un ruolo di grande spessore, dosa con garbo, ironia e saggezza, furbizia e grande umanità, la fragilità di un don Vella davvero apprezzabile e gradito al pubblico che, lascia il teatro con il quesito se “la vita è davvero un sogno: l’uomo vuole averne coscienza e non fa che inventare cabale; ogni tempo la sua cabala, ogni uomo la sua”.
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