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    Reggio – Accademia Belle Arti, UIL RUA: “Caridi si dimetta da Presidente”

    «L’Accademia di Belle Arti, centro di Alta Formazione Artistica, è uno dei fiori all’occhiello della Città di Reggio Calabria. Purtroppo, a causa di un utilizzo – che a noi sembra molto peculiare – di prerogative da una parte della Governance dell’Accademia, si rischia di vanificare qualunque crescita, se non addirittura di minarne la sopravvivenza. Capita che, in un luogo che ha come missione istituzionale la didattica, ricerca e la produzione in ambito artistico, la preferenza per la nomina del Presidente, scelto tra una terna di candidati molto diversi tra loro per luogo di provenienza (Sassari, Roma e Reggio Calabria) sia ricaduta sul candidato di Reggio Calabria, già Presidente dell’Accademia nel 2005 e dalla stessa non confermato dopo circa un anno di mandato. Capita che, una volta nominato, con zelo instancabile e forse immedesimandosi eccessivamente in ruoli di rappresentanza che le norme assegnerebbero ad altri, ci si lasci coinvolgere un pò troppo, arrivando a svolgere compiti che per previsione Statutaria competono ad altri soggetti (ad es., al Direttore dell’Accademia); come è facile prevedere, ciò rischia di creare disagi gravi e si spera non irreparabili. [n.b:. solo per memoria riportiamo quanto descritto dall’art. 6 del DPR 132/03: Il Direttore “ha la rappresentanza legale in ordine alle collaborazioni e alle attività per conto terzi che riguardano la didattica, la ricerca, le sperimentazioni e la produzione ed è responsabile dell’andamento didattico, scientifico ed artistico dell’istituzione”]. Capita che, in un Collegio dei Professori, un “invitato” ne assuma la presidenza e – senza voler noi indagare sul se e sul come sia stata “appuntata” parte della discussione – compili perfino, nei giorni seguenti un verbale della riunione, riuscendo anche ad attenerne la sottoscrizione da parte di qualche docente… metodo e merito che lasciamo alla valutazione di altri. Capita che la Presidenza, sollecitata dalla RSU UIL e CGIL a dar esecuzione alle contrattazioni sottoscritte ormai da mesi, non dia seguito nè offra motivazione al diniego di fatto a quanto richiesto e già sottoscritto. Inoltre, capita che si pretendano dalle due componenti la RSU “scuse formali”, e nell’incredibile ed avventurosa ipotesi che sia necessario “tutelare il buon nome” del “PRESIDENTE”…capita perfino di sentire voci che parlano di “provvedimenti disciplinari” nei confronti della RSU stessa! Come diceva un noto attore in uno dei suoi film, “ma ci faccia il piacere”!!!! E’ opportuno ribadire, ove serva, che la UIL e i suoi rappresentanti non si fanno intimidire da ipotesi più o meno velate di diffide o sanzioni disciplinari, non si fanno tirare per la giacca a favore di una o di un’altra parte, non si prestano a nessun gioco che possa contribuire a danneggiare l’Istituzione Accademica. E’ opportuno altresì ribadire il concetto che i vertici dovrebbero fare qualsiasi cosa servisse nell’interesse dell’Accademia: quindi, l’occasione delle ferie potrebbe essere l’occasione buona affinché – soprattutto ove non si riescano a rispettare gli impegni presi – si valuti l’idea di RASSEGNARE LE DIMISSIONI e prendersi un lungo periodo di riposo. Al Presidente va quindi il nostro invito formale a dimettersi, assieme ai più sentiti auguri di buone e lunghe ferie».

    UIL RUA – Attilio Bombardieri