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    Reggio – I travolgenti Jannuzzo e Caprioglio stregano il pubblico di Catonateatro

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – E’ una commedia divertente, brillante il cui allestimento porta la firma di Mario Scaletta e che mette sul palcoscenico grazie ad un cast davvero eccezionale, un prodotto valido per una comicità mai volgare ma pungente, capace di tenere incollati alla poltrona gli spettatori. Ieri sera a Catonateatro, l’eclettico Gianfranco Jannuzzo e la romantica Debora Caprioglio insieme ad Antonio Fulfaro, Antonella Piccolo, Cosimo Coltraro e Claudia Bazzano, hanno letteralmente stregato l’arena “Neri” con la commedia “Lei è ricca, la sposo …e l’ammazzo” per la regia di Patrick Rossi Gastaldi. Una pièce fresca, liberamente ispirata al celebre film del 1971 di Elaine May, con Walter Matthau e al racconto di Jack Richtie che narra la storia di un ex ricco scapolo Orazio Pignatelli che a causa di una vita condotta con dissolutezza finisce in bancarotta. Disperato ed in preda al panico per essere piombato nella povertà, si rivolge ad un mafioso per ottenere un prestito che gli consente di affrontare il tempo necessario per porre in atto il piano diabolico che ha escogitato per uscire dalla crisi: trovare una donna ricca, sposarla, ucciderla, ereditare e ricominciare a godersi la vita come aveva fatto fino a quel momento. Ma tante sono le sorprese che aspettano il protagonista interpretato magistralmente da un eccezionale Jannuzzo abile a rendere il suo personaggio da cinico e contro ogni morale ad un uomo divertente che, alla fine, si innamora della goffa e poco attraente entomologa Albertina interpretata in maniera perfetta dalla Caprioglio. Ogni gesto, ogni espressione di Debora sono stati studiati talmente alla perfezione da rendere realistica la goffaggine ed i movimenti maldestri di Albertina. Sul palco spicca l’affiatamento di un cast ben collaudato, unito che sa creare un quadro di vita dove alla fine, si impone l’amore. E sì perché la totale incapacità di Albertina risveglia involontariamente in Orazio un senso di protezione e anche di affetto nei confronti di sua moglie, ottenendo il risultato di stimolare in lei una nuova volontà di vivere. I soldi sono nulla di fronte la rara umanità e Orazio comprende il valore del suo amore disinteressato che vince su tutto. Sorprendente in un ruolo che, originariamente, era grigio e monocorde, è quello della Caprioglio brava a rendere il suo personaggio irresistibile ed estremamente tenero ed umano nella sua incapacità di relazionarsi con altri esseri umani. Ma tutti gli interpreti i cui ruoli vanno al di là della semplice spalla, tra i quali spicca il cosentino Antonio Fulfaro nei panni di un avvocato imbroglione segretamente innamorato di Albertina che cerca di ostacolare il matrimonio, creano da subito un rapporto intenso con il pubblico, un contatto immediato che non lascia spazio a tecniche artefatte ma ad una rapidità di pensiero che si trasmette attraverso la recitazione con la bellezza della diretta. La qualificata professionalità del siciliano Jannuzzo, attore poliedrico di assoluta capacità interpretativa, e la bravura di Debora Caprioglio, sono la “roccaforte” di una commedia che mette in risalto una vera recitazione di classe. E non da ultima, la genialità di un regista che è riuscito a plasmare ogni personaggio in maniera impeccabile. Si coglie subito lo studio accurato che c’è dietro la commedia nei suoi personaggi, nei dialoghi, nei tempi comici di tutti gli attori che, in scena, girano precisi come gli ingranaggi di un orologio svizzero. Di certo, ieri a Catonateatro, il cast ha dato una grande lezione di stile e di vita la cui morale è: “l’amore esiste ma sii sempre realista”.
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    Antonio Fulfaro - Catonateatro
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