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    Lello Arena-Isa Danieli

    Reggio – Lello Arena trasforma il “Sogno” di Shakespeare in una favola napoletana

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – E’ una rivisitazione di “Sogno di una notte di mezza estate” di Ruggero Cappuccio ispirata all’opera di William Shakespeare per la regia di Claudio Di Palma, che lascia il segno e fa riflettere sulla vita ma lo fa in maniera leggera utilizzando due protagonisti che catalizzano l’attenzione per oltre due ore il pubblico di Catonateatro. Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania interpretata da Isa Danieli e Oberon (il mitico Lello Arena) attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani. Le loro parole, discorsi misti tra un maccheronico inglese e un fermo napoletano, contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi ed elfi), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative ricreando una favola a volte poetica a tratti ironica per richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano. Tra fedeltà e irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra una delle commedie-fiaba più belle scritta da Shakespeare che narra dell’amore romantico che, a differenza degli altri play, viene quasi sbeffeggiato, deriso, senza che per questo motivo perda di significato. Da qui la scelta della regia di realizzare sul palco una scenografia “umile”, semplice che riproponga un circense carillon all’interno del quale ci sono i protagonisti e le maschere. I due grandi interpreti del teatro italiano, Arena e Danieli, scompigliano con le loro battute le sorti degli uomini come se fossero tante marionette nel teatro della vita.
    “Ruggero Cappuccio è uno scrittore, un poeta, una persona di grande statura drammaturgica che ha riscritto il testo sulla mia persona, sulla mia fisicità, sul mio modo di essere attore e sul modo di essere attrice di Isa Danieli – spiega il napoletano Arena – Tra fedeltà ed irriverenza, raccontiamo una favola grazie ad un bel cast che mette a nudo la paura di vivere di ogni essere umano ma anche la gioia di innamorarsi e condividere quel sentimento che ci travolge e stravolge l’esistenza. Riscrivere la commedia di Shakespeare in napoletano non è per nulla semplice ma il temerario Cappuccio affonda la sua penna in una commedia difficile per ricavarne una favola prendendo in prestito i personaggi di Oberon e Titania e facendoli diventare “due schegge di Dei” in camicioni da notte. Il loro sogno altro non è che frammenti di una visione onirica di smarriti innamorati che si mostrano al pubblico mediante l’uso straniante dei burattini”.
    Una riscrittura farsesca ma infallibile nella resa comica con ritmi da pochade che evidenziano la forte presenza scenica dei protagonisti, vero perno della vicenda. Arena e Danieli sono rigorosi nel continuo botta e risposta dei due coniugi ancora innamorati ma chiusi nel bozzolo dell’implacabile litigiosità domestica che però, pur lanciando segnali forti non fanno mai perdere la magia e il senso della favola per la prima volta, raccontata volutamente in lingua partenopea.
    Arena-Danieli Catonateatro

    Arena-Danieli Catonateatro2

    CAtonateatro2015
    Isa Danieli Catonateatro