I ragazzi delle due terze medie dell’istituto comprensivo di Rovito, su iniziativa del sindaco Felice D’Alessandro e dell’assessore alla Cultura Mariagabriella Milito, nell’ambito di un progetto culturale che vede coinvolti l’amministrazione comunale e l’istituto scolastico, hanno visitato a Cinisi, in provincia di Palermo, in occasione del 37esimo anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato, la “Casa Memoria” nata nel 2005 dal bisogno di diffondere la verità e di chiedere giustizia contro la violenza mafiosa.
“Quella che abbiamo vissuto insieme ai ragazzi della nostra scuola media-ha detto l’assessore Milito- è stata un’esperienza bellissima, non solo perché abbiamo fatto memoria di un avvenimento che ha segnato drammaticamente le coscienze del nostro Paese, ma anche perché abbiamo conosciuto direttamente, non senza emozione, il luogo in cui hanno vissuto Peppino e sua madre Felicia, un vero e proprio avamposto della resistenza contro il potere e contro la mafia, una testimonianza concreta di una battaglia coraggiosa condotta per la difesa della libertà e della dignità dell’uomo”.
“Con i ragazzi abbiamo, poi, partecipato al corteo da Radio Aut (Terrasini) a Casa Memoria, portando un nostro striscione con la scritta: “Voglia di cambiare, voglia di giustizia, voglia di lottare” e ci siamo commossi ed emozionati quando il sindaco di Cinisi ha annunciato la rimozione della targa della via intitolata a Salvatore Badalamenti, fratello di Tano Badalamenti, boss di Cinisi e bersaglio delle continue denunce e dell’impegno politico di Peppino. Dopo essere stati a Cinisi per l’intera giornata, ci siamo recati a Monreale ed a Palermo dove abbiamo ammirato le straordinarie bellezze di questi luoghi in cui si respira storia e cultura”.
“Giornate come queste- ha concluso l’assessore alla cultura del comune di Rovito- aiutano alla formazione di una coscienza civile e sociale dei nostri ragazzi che, attraverso iniziative come questa, hanno la possibilità di conoscere fatti di cui non sono stati direttamente testimoni e che non sono, ancora, riportati sui libri di storia. La loro sensibilità, la grande attenzione con cui si sono resi partecipi di questo avvenimento, è la dimostrazione che le giovani generazioni, se coinvolte ed accompagnate in un percorso educativo sano ed intelligente, non si tirano indietro e, anzi, ne diventano volentieri attori e protagonisti”.





