di Domenico Grillone – Il Museo dello Strumento musicale rinascerà grazie anche ai volontari di Libera. Perché pur non essendo un bene sequestrato o confiscato alla ndrangheta, quest’anno il Museo rientra nei campi di “E!State Liberi”, l’esperienza che Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) porta avanti da quasi vent’anni in tutta Italia per momenti di volontariato civico su beni e terreni confiscati alla criminalità organizzata. Gente che decide di donare parte del proprio tempo per mettersi a disposizione dei territori, gruppi o associazioni che gestiscono questi beni e che quest’anno andrà a dare una mano anche per rimettere in sesto il Mustrumu, distrutto nel novembre del 2013 da un incendio doloso che ha colpito in maniera importante la struttura e gli oggetti esposti. A dare la notizia è stato il coordinatore cittadino di Libera, Francesco Spanò, nel corso della conferenza stampa svoltasi proprio all’interno del Museo, per illustrare i campi che quest’anno coinvolgeranno anche la città di Reggio. Oltre al Museo dello strumento musicale, infatti, si svolgerà, attraverso uno strumento didattico innovativo come il Cantiere Urbano della legalità, un campo in cui i volontari si impegneranno nella progettazione partecipata e nella riqualificazione di un bene confiscato alla ndrangheta, l’ex bowling di via Cuzzocrea, per farlo diventare un centro di aggregazione giovanile. Gli altri campi di Libera si svolgeranno ad Arangea, Condofuri Marina, Condofuri superiore, Fossato e Pentedattilo. “Il messaggio che vogliamo lanciare – spiega Spanò riferendosi alla novità del campo di Libera riguardante il Museo – specie in un territorio ad altissima infiltrazione criminale come il nostro, è che recuperare un bene comune come il Mustrumu, obiettivo di una aggressione criminale, assume l’identica valenza del recupero di un bene confiscato alla criminalità organizzata”. Sulla partecipazione ai campi di Libera il referente cittadino ha auspicato una forte partecipazione dei giovani calabresi, ed anche della città e provincia, in controtendenza rispetto agli anni passati. “C’è già qualche segnale incoraggiante, lo si nota dalle prenotazioni, ma vorremmo che il tutto si concretizzasse in partecipazioni attive riguardo queste esperienze”. Campi che oltre all’aiuto concreto rappresentano un segnale forte alla città. “E’ importante che i quartieri comincino a prendere confidenza con queste esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati, comunitarie e partecipate. Non devono essere esperienze che rimangono nei luoghi in cui si svolgeranno materialmente i campi ma deve essere una occasione soprattutto per la città e per i reggini”. Arci, Cooperativa Terre del Sole, Associazione Gastretto, I Fossatesi sono le tante entità che accompagneranno i giovani, circa trecento, nelle diverse esperienze dei campi di Libera. La cooperativa Rom 95 metterà a disposizione i posti letto per i ragazzi che si impegneranno nella esperienza di volontariato al Mustrumu. Per maggiori informazioni e dettagli riguardanti i campi di Libera in città e provincia è possibile consultare il sito www.libera.it





