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    Reggio – Inchiesta New Bridge: il Gup Santoro rinvia tutti a giudizio

    Tutti a processo. Il gup Domenico Santoro ha rinviato a giudizio pochi minuti fa tutte le persone rimaste coinvolte nel maxi blitz messo a segno nel febbraio del 2014 e che ha visto impegnate le forze dell’ordine italiane e statunitensi. Il 16 aprile è stata fissata la prima udienza del dibattimento e presso il Tribunale di Locri si dovranno presentare Carlo Brillante, classe 1965, Daniele Covotto, Bledar Halili, Cosimo Ienco, Vincenzo Perrelli, Daniele Lacatus, Andrea Memmolo, Nicola Antonio Simonetta, Mario Ursini, classe 1950, Francesco Ursino, classe 1982 e Francesco Vonnella. Le accuse sono a vario titolo quelle di associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, armi e riciclaggio di denaro. L’inchiesta “New bridge” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, avrebbe scoperto una organizzazione della ’ndrangheta della ionica calabrese operante fra Italia, Stati Uniti, Canada, Centro e Sudamerica. Fra i coinvolti ci sono presunti esponenti delle famiglie Ursino e Simonetta, capi di una potente `ndrina della ionica calabrese e personaggi stranieri e italo-americani. Risultano essere indagati anche presunti affiliati alla famiglia mafiosa dei Gambino, attivi in Usa. L’indagine “New Bridge” è infatti, il frutto di un lavoro, avviato nell’ambito del protocollo “Phanteon” del ministero dell’Interno e che ha previsto anche lo scambio, fra Italia e gli Stati Uniti d’America, di investigatori esperti nella lotta alla criminalità di tipo mafioso. In oltre 2000 pagine di informativa della Polizia di Stato, con una quantità enorme di intercettazioni telefoniche e ambientali, sono condensati due anni di indagini che puntano a dimostrare l’esistenza di un “ponte” fra la Calabria e gli Stati Uniti per un sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti e del riciclaggio di denaro. Hanno scelto di essere giudicati invece con la formula del rito abbreviato Carlo Piscioneri, Giovanni Morabito, assistito dai legali Luca Barillà e Tonino Curatola, Eugeni Ignezi, Nicola Carrozza, Antonino Francesco Tamburello, Domenico Geranio, Cosimo Marando, quest’ultimo, difeso dall’avvocato Leone Fonte, nonostante l’accusa di associazione mafiosa è stato scarcerato nei mesi scorsi dalla Corte di Cassazione. Per loro il processo prenderà il via 17 marzo. (an.pa)

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