“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Avevamo chiesto la convocazione straordinaria e urgente del Consiglio Comunale, ricevendo l’adesione di ben altri 14 colleghi, perché temevamo tempi assai ristretti per la formalizzazione dell’accordo tra la capogruppo Finmeccanica e il colosso giapponese Hitachi, in ordine alla ventilata ipotesi di vendita di Ansaldo Breda e quindi anche dello stabilimento di Reggio Calabria.”
“Nella nostra richiesta era evidente la preoccupazione per una operazione compiuta al buio, al di là delle reiterate rassicurazioni di rito per i 600 lavoratori, le loro famiglie, le Rappresentanze Sindacali e l’intera Città”.
E’ quanto afferma il capogruppo di NCD in Consiglio Comunale Pasquale Imbalzano che, nelle settimane scorse, aveva eccezionalmente attivato l’articolo 3 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale su una vicenda -quella dello stabilimento di Torre Lupo- che rischia di assumere caratteristiche fortemente delicate per il futuro di tanti nostri concittadini.
“A chi dobbiamo fare carico -oggi- della responsabilità della mancata convocazione della massima assise cittadina, alla presenza del Top Management di Finmeccanica e delle Rappresentanze Sindacali di categoria e aziendali?
Perché – come avevamo sollecitato espressamente- si è perso ulteriore tempo in riunioni a Palazzo S. Giorgio oramai fuori tempo massimo e dunque inutili?” , continua Pasquale Imbalzano.
“Sono ancora verosimili le recenti tranquillizzanti parole del Presidente Renzi sul futuro di tante famiglie reggine, direttamente e indirettamente legate al destino delle ex OMECA?”, aggiunge il Capogruppo NCD al Comune di Reggio Calabria.
“Signor Sindaco e Signor Presidente del Consiglio Comunale, quella richiesta sottoscritta da 15 Consiglieri Comunali, è più attuale che mai ed è per questo che bisogna procedere ad una convocazione “ad horas” della Conferenza dei Capigruppo per fissare la data di un Consiglio urgente ed esclusivamente dedicato all’annunciato accordo e ai suoi contenuti per avere notizie certe sul piano industriale, se esiste veramente.
Vogliamo – a questo punto – avere formali garanzie e granitiche certezze sul futuro della realtà industriale più importante della nostra Città ”, conclude Pasquale Imbalzano.





