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    Ospedale Lamezia – De Biase (Uil Fpl) denuncia lo stato di abbandono a ridosso degli uffici amministrativi

    «Chi, quando e come si interverrà per dare sicurezza alla struttura ospedaliera lametina? Per esempio, a ridosso degli uffici amministrativi dell’ex Direzione Generale, sembra vi sia un supermercato, dove il via vai è costante ed evidenziato da: spacciatori- tossico dipendenti- ladri- rom- ecc .i quali, non curanti dei pericoli, lasciano, dopo aver compiuto le loro azioni, siringhe e sporcizia che si accumula di giorno in giorno». Così in una nota denuncia il segretario aziendale della UIL FPL, Salvatore De Biase che aggiunge: «Soggetti insomma, non molto rassicuranti, prova ne sono le continue ruberie che accadono in ogni dove, fino al punto che nei giorni scorsi, qualcuno, notte tempo, si è introdotto negli uffici amministrativi, ha aperto una teca in vetro, tentando di rubare una moto, li collocata, oltre che, tentare di scassinare qualche macchinetta che distribuisce bibite, posta all’interno della struttura. Non poteva mancare neanche la figura di qualche pervertito, che ogni tanto si fa notare nelle sue “performance “consumando atti non tanto ben nascosti, ovvero nell’edificio incompleto, posto sempre davanti gli uffici dell’ex Direzione Generale, proprio dietro i cespugli adiacenti, gli accadimenti si contano, (atti osceni in luogo pubblico )? Nel contesto generale, i Rom, che hanno pensato bene di aprire varchi lungo il perimetro a loro concesso, anche li, il via vai di persone che con buste della spesa in mano, entrano ed escono dal parco verde ospedaliero, per raggiungere attraverso i trafori, le loro abitazioni. Da qui, l’accumulo di spazzatura di ogni genere, che ha trasformato l’area a ridosso dei parcheggi, una sorta di discarica a cielo aperto, che costringe, tra mille difficoltà, gli organi preposti a pulire, con costi e rischi per l’incolumità delle persone, in quanto si è bersaglio di soggetti poco avvezzi al rispetto degli uomini e cose, e quindi difficile per chiunque transitare o sostare da quelle parti. A ciò si aggiunge paradossalmente, che nel mentre i “Rom” avanzano occupando porzioni di spazi pubblici, l’area ospedaliera arretra».