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    Dissesto idrogeologico in Calabria, Fragale (Ordine dei Geologi): “Serve prevenzione prima degli eventi”

    “Nonostante i ripetuti appelli – scrive Francesco Fragale, presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria –  continuiamo ad aspettare l’arrivo del nubifragio di turno per intervenire in emergenza, assistendo passivamente al collasso delle abitazioni, delle strade ecc., lasciando a serio rischio l’incolumità pubblica. E la strategia della prevenzione rimane sempre nelle “parole”.
    Ormai è noto: il territorio regionale è ad alto rischio idrogeologico, é geneticamente “fragile” a causa delle caratteristiche geologiche; fragilità spesso accentuata da altri fattori quali l’incuria e la scarsa o assente manutenzione del territorio, la realizzazione di interventi talvolta dissennati realizzati dall’uomo, l’abusivismo edilizio. In tale contesto, la concomitanza di eventi atmosferici eccezionali può determinare l’innesco di eventi disastrosi.
    E nonostante ciò si continua a discutere di dissesto idrogeologico soltanto in fase di emergenza”.

    “Serve  – afferma Fragale – una seria programmazione per la messa in sicurezza del territorio: una priorità dalla quale non si può prescindere anche per lo sviluppo della Calabria. È inaudito e scandaloso che la politica non sia stata capace di utilizzare tutte la somme disponibili per la mitigazione del rischio idrogeologico del territorio, di cui all’accordo di programma del 2010 tra Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente, che prevedeva 185 interventi urgenti di mitigazione per 220 milioni di euro. Al riguardo i numerosi appelli dell’Ordine dei Geologi della Calabria sono rimasti inascoltati.
    La strategia della prevenzione rappresenta l’unica strada percorribile per la risoluzione del problema. E invece si assiste all’ennesimo rinvio della piena attuazione della legge urbanistica regionale”.

    “È necessario – prosegue –  investire seriamente nella messa in sicurezza del territorio. Bisogna avviare una programmazione sistematica di attività di studio e di monitoraggio, soprattutto nelle aree a rischio più elevato, utilizzando risorse professionali esperte del settore quali geologi, ingegneri idraulici. È necessario il potenziamento dei geologi negli Enti pubblici in modo che possano operare sinergicamente con gli altri professionisti per un più efficace controllo degli interventi sul territorio. Infatti, la categoria professionale dei geologi risulta attualmente quella meno rappresentata nella pubblica amministrazione rispetto alle altre categorie tecniche, con ovvi conseguenti disagi. É paradossale che in una regione ad alto rischio sismico ed idrogeologico come quello della Calabria, molti geologi siano “sottoccupati”. Rimane comunque fondamentale l’educazione dei cittadini rispetto alla protezione civile ed ai rischi territoriali”.

    “E’ importante discutere del problema del dissesto idrogeologico in “tempo di pace”.
    Auspichiamo  – conclude Fragale – nella sensibilità mostrata dal neo Presidente Oliverio riguardo a tali criticità: ma bisogna “muoversi”, occorre pragmatismo, non possiamo più attendere.