Il comune di Catanzaro farà da apripista in Calabria nella prevenzione del rischio sismico attraverso indagini di microzonazione sismica. Tecnica di analisi di un territorio che ha lo scopo di riconoscere, ad una sequenza sufficientemente piccola, le condizioni geologiche e geomorfologiche locali dell’immediato sottosuolo. Condizioni che possono alterare le caratteristiche del movimento sismico generando, così, deformazioni deformanti e critiche alle costruzioni e alle infrastrutture. In altri termini tale analisi ha l’obiettivo di individuare eventuali effetti provocati da un sisma su costruzioni e infrastrutture.
La mitigazione del rischio sismico è tra le questioni prioritarie che si è posta l’amministrazione Abramo e l’assessore alla gestione del territorio, Giuseppe Vitale, si è speso recuperando un apposito finanziamento messo a disposizione dalla Regione che stava per essere definitivamente perduto. Vitale, accompagnato dal responsabile unico del procedimento di palazzo de Nobili, arch Paola Giacinti e dei professionisti incaricati geol. Fabio Procopio e ing. Paolo Spinelli, ha voluto incontrare il dirigente dell’assessorato ai lavori pubblici della Regione, ing. Giuseppe Iritano per fare il punto sullo stato della pratica. Presente anche il funzionario della regione: geom Giuseppe Bisantis. Con l’avvio del progetto di microzonazione sismica verranno,quindi, individuate zone stabili, le zone stabili suscettibilità di amplificazione e quelle di attenzione per instabilità di tipo: versante, liquefazione, faglie attive e capaci, cedimenti, crolli e cavità. Il progetto che verrà inviato al dipartimento di Protezione Civile sarà corredato da una mappa delle indagini che costituisce la raccolta delle indagini geognostiche eseguite dal Comune e che riportano le caratteristiche litologiche dei terreni affioranti; dalla mappa geologica – tecnica dove sono riportate tutte le informazioni di base ( geologia, geomorfologia, litotecnica, geotecnica, idrogeologica), atte a definire il modello geologico del sottosuolo; dalla pianta delle microzone omogenee in prospettiva sismica in cui verranno riportate le suindicate aree stabili, stabili suscettibilità di amplificazione, e di attenzione per instabilità. “Lo studio di microzonizzazione – ha spiegato l’assessore Vitale – è funzionale alla tutela della pubblica incolumità delle aree urbane ed urbanizzabili e costituisce un valido strumento per la stesura del redigendo strumento urbanistico (PSC).Oltre alla microzonizzazione (MZS) verrà eseguita la condizione limite di emergenza (CLE) che è la condizione al cui superamento, a seguito del manifestarsi dell’evento sismico, pur in concomitanza con il verificarsi di danni fisici e funzionali tali da condurre all’interruzione delle quasi totalità delle funzioni urbane presenti, compresa la residenza. L’insediamento urbano conserva comunque, nel suo complesso, l’operatività della maggior parte delle funzioni strategiche per l’emergenza, la loro accessibilità e connessione con il contesto territoriale. L’analisi comporta: l’individuazione degli edifici e delle aree che garantiscono le funzioni strategiche per l’emergenza; l’individuazione delle infrastrutture di accessibilità e di connessione con il contesto territoriale; l’individuazione degli aggregati strutturali e delle singole unità strutturali che possono interferire con le infrastrutture di accessibilità e di connessione con il contesto territoriale.
In particolare – ha concluso Vitale – l’analisi prevede la compilazione di una serie di schede, riguardanti gli edifici strategici, le aree di emergenza, le infrastrutture, gli aggregati strutturali e le unità strutturali”
Il proposito dell’assessore Vitale è quello di organizzare un convegno informativo sulla
microzzonizzazione con la partecipazione dell’ing Giuseppe Iritano, rappresentante della Commissione tecnica per la microzonazione sismica della Protezione Civile nazionale. del dipartimento di Protezione Civile nazionale e della Regione





