• Home / CITTA / A proposito di Mattarella Presidente

    A proposito di Mattarella Presidente

    di Vincenzo Filardo – E’ sempre cosa saggia evitare quella sorta d’intruppamento adulatorio che si accompagna solitamente al successo, più o meno clamoroso, più o meno inaspettato, di esponenti vari della scena politica nazionale o regionale che sia. Un sano distacco da quei nostri vizi antichi, del codismo e del servilismo – pensa ad un Renzi che viene rappresentato adesso come novello Leonardo della politica – non è solo segno di sobrietà ma, soprattutto, è segno di rispetto verso chi ha conseguito un dato successo e si appresta a doverlo gestire. Ritengo giusta quindi la tua dose di cautela nel giudizio del risultato delle “quirinalie” con Mattarella Presidente. Ciò detto però non si può fare a meno di collegare la funzione che gli spetterà di svolgere con il suo vissuto umano e politico, un vissuto che, per via delle sue origini familiari e del contesto in cui è nato e cresciuto, racchiude in sé la complessa vicenda dell’intero periodo repubblicano, così come interpretato da una componente, quella del Cattolicesimo democratico, di cui Mattarella è figlio, tra le più impegnate ed esposte sia all’interno della DC, che nel Paese. Ma qui il discorso si farebbe lungo. A me preme molto più semplicemente riportare in questa sede un episodio relativo ad un passaggio cruciale della vita civile di Reggio in cui Sergio Mattarella ebbe un ruolo determinante e che, non saprei dire, in quanti conoscono. Eravamo nel 1993 con Reale Sindaco DC uscito vincente nell’elezioni comunali del 1992 seguite al periodo di commissariamento del Comune dopo lo scioglimento avvenuto anche in base alle dichiarazioni di Licandro, anch’egli Sindaco DC, sul giro di tangenti che aveva interessato i partiti politici di governo di questa città. A quel tempo Mattarella nella direzione nazionale della DC aveva la responsabilità degli Enti locali e fu incaricato di seguire personalmente il partito di Reggio. Nel frattempo in città nasceva un “laboratorio” sui temi della promozione umana e dell’impegno civico su impulso un “servo” lungimirante della Compagnia di Gesù, padre Vincenzo Sibilio. Un luogo di confronto composto da persone di varia provenienza e di diversa appartenenza politica, purchè democratica: si diceva così allora nel senso di una chiusura rispetto alla destra. Quel laboratorio seguiva con attenzione l’evolversi della situazione amministrativa, assai precaria, del Comune e al momento dell’annunciata apertura manifestata dal Sindaco Reale verso l’MSI con il suo ingesso in maggioranza – non era ancora intervenuta la riforma elettorale degli EE.LL. – da quel laboratorio partì l’idea del “licenziamento” di una figura così autorevole e stimata come quella di Peppino Reale, e della sua sostituzione con Italo Falcomatà, con la costituzione di una nuova maggioranza tra i gruppi della DC, del PDS, di Insieme per la città, e Lega Ambiente. Se quell’idea, allora così inedita e apparentemente “peregrina” (il PDS dall’opposizione, aveva fatto venire Bassanini, responsabile nazionale degli Enti locali, per chiedere un altro scioglimento del Consiglio Comunale) potè andare avanti e concretizzarsi nel giro di qualche settimana, ebbene un ruolo importante lo giocò Sergio Mattarella nella Sua qualità di tutore della DC reggina, rivelando un’accortezza politica e un garbo umano innanzitutto dentro il suo partito e nell’interlocuzione con il partito di chi era stato proposto come nuovo sindaco. E da quel momento per Reggio si verificò, come si sa, un cambio di passo, che fa parte ormai della storia sofferta e contraddittoria di questa nostra comunità.