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    Reggio – Sorveglianti idraulici da 7 mesi senza stipendio: ”Serve cabina di regia”

    di Domenico Grillone – Ci sono anche loro davanti la prefettura, nel giorno della mobilitazione nazionale organizzata dalla Fai Cisl per la crescita, sviluppo e lavoro nel settore dell’agroalimentare. Sono i 56 sorveglianti idraulici della provincia di Reggio, dipendenti dell’Azienda Calabria Verde, società in house della Regione Calabria, i quali, pur senza ricevere lo stipendio da quasi sette mesi, si recano ogni giorno con i propri mezzi sui luoghi di lavoro, fiumi e torrenti, per sorvegliare tutti i corsi d’acqua ma anche eventuali discariche ed in generale tutte le forme di abusivismo che si riscontrano in questi luoghi. Un lavoro di pubblica utilità che riguarda la prevenzione del rischio idrogeologico considerato, assieme a tanti altri, essenziale ma che di fatto viene svilito da una politica, quella regionale, che ancora non solo deve ancora pagare le spettanze dovute ma non riesce nemmeno a concretizzare il lavoro svolto dai sorveglianti idraulici dal momento che il contratto per l’energia elettrica per gli uffici della provincia reggina di Calabria Verde, ubicati in via Sbarre Superiori, prevede solo una fornitura minima, quella che acconsente semplicemente di accendere le luci nei locali. Perché se appena si accende un computer, salta tutto. Diventa difficile, quindi, pensare che la catalogazione di tutto il lavoro che gli operai svolgono quotidianamente come il controllo delle aste fluviali, eventuali rotture degli argini e segnalazioni varie, possano essere riportate su computer ed inviate a Catanzaro. Ma è solo un esempio delle tante e giuste rivendicazioni di un settore che invece avrebbe bisogno della massima attenzione. A sottolinearlo è il segretario generale della Fai Cisl di Reggio, Romolo Piscioneri, il quale assieme al collega Mimmo Serranò ed una rappresentanza del settore ha rappresentato stamattina al capo di Gabinetto del Prefetto, Daniela Lupo ed alla dottoressa Patrizia Adorno, tutte le criticità del momento. “Abbiamo rappresentato tutte le difficoltà e con questa iniziativa intendiamo portare l’attenzione istituzionale e politica su settori produttivi importanti, oggi trascurati, per tentare un necessario quanto utile rilancio”. Un rilancio che, secondo il contenuto del documento presentato in prefettura, dovrebbe coinvolgere la forestazione, “rendendola produttiva e sostenibile, assicurando una gestione chiara e trasparente, per realizzare progetti credibili e utili al territorio ed alla collettività. Riteniamo indispensabile la partecipazione attiva di altri ministeri a livello nazionale – si legge nel documento – e di altri assessorati a livello regionale, una cabina di regia capace di monitorare tale fenomeno. E vanno rinnovati i contratti nazionali e regionali scaduti ormai da tempo”. In particolare, per la Fai Cisl la Regione Calabria deve trovare per il settore (forestali e sorveglianti) nuove risorse, di derivazione comunitaria, nazionale e regionale, necessarie per coprire il fabbisogno per gli interventi per l’anno 2015; trovare le risorse per sanare il pregresso che risale all’anno 2014 e provvedere all’attivazione per i sorveglianti idraulici per la costituzione dei presidi, così come previsto per legge, dando loro giusta e coerente collocazione giuridico contrattuale e poi tutta una serie di interventi che coinvolgono l’industria agroalimentare, il settore pesca e gli allevatori attraverso un nuovo piano nazionale di settore, capace di generare slancio ed aumento di produttività.

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