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    Reggio – Incontro del coordinamento provinciale di Movicultura

    L’incertezza economica, la complessità delle dinamiche sociali e culturali che connotano non solo la situazione dell’Italia, ma dell’Europa tutta riguardano ciascuno di noi e rappresentano fattori critici ineludibili. La scuola, in questo contesto, rappresenta un importante elemento di stabilità e di tenuta complessiva del sistema. Essa ha il compito, oggi più che mai, di lavorare per dare tranquillità e fiducia ai nostri ragazzi e alle loro famiglie. In ciò risiede il nostro dovere educativo ed etico: essere “riparo attivo”, rappresentare il luogo nel quale si concentra l’attenzione sui fondamenti (del sapere, della formazione della persona, del divenire cittadini responsabili), consapevoli che in questo momento la necessità di ottimizzare le risorse interne alle scuole, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, è un fattore chiave per la buona riuscita della nostra azione educativa e didattica.
    Di questo rinnovato impegno della scuola reggina se ne è parlato in occasione di un incontro del coordinamento provinciale di Movicultura, rappresentato da Alessandro De Santi,vice presidente regionale dell’Associazione, Nicola Catalano e Guido Leone, con un consistente numero di Dirigenti scolastici e con i gruppi di lavoro, ospiti presso la sede dell’UCID e del suo presidente, prof. Andrea Guarna, tradizionale“amico” della scuola reggina,espressione significativa della valenza culturale dell’imprenditoria reggina.
    Bisogna puntare sulla cultura, partendo dalle idee, dalla creatività, dalla voglia di riscatto, per le quali non occorrono finanziamenti particolari, ma un sentire comune, una passione civile che faccia rete, superando le autoreferenzialità, aprendo nuovi orizzonti di senso e percorsi di crescita culturale per lo sviluppo della nostra regione.
    Dare un senso alle cose nella scuola vuol dire ricomposizione di una filiera che è fatta anche di valori, di riforme adeguate, di investimenti per scuola e università (che devono comporre un unico sistema) ricerca, politiche giovanili, politiche culturali. Insomma, investimento sulla risorsa umana, sui talenti che ci sono dentro la nostra comunità e che sono capitale umano, capitale sociale. Si tratta di cose che sono l’altra faccia della stessa medaglia e che è giusto ricordare quando parliamo di scuola calabrese.
    Si  evidenzia come nel nostro territorio vanno individuate strategie educative integrate che vedano insieme tutte le istituzioni:famiglia, scuola, enti locali, associazionismo.
    Quanto detto, significa che il sistema educativo deve essere costruito a livello culturale – educativo , ma anche a livello politico e organizzativo.
    A livello politico, l’ente locale deve ancor più rappresentare il promotore del raccordo tra le risorse educative presenti nel territorio rivestendo il ruolo di promotore nella costruzione del sistema educativo integrato.
    Bisogna passare dal Pof della singola scuola alla elaborazione di un Pof territoriale come proposta educativa di un territorio e nello spirito di una istituzione scolastica intesa come comunità educativa permanente.
    D’altro canto una forte spinta a considerare queste riflessioni viene dalle necessità sempre più incalzanti del dimensionamento della rete scolastica.
    Proprio tali effetti devono spingerci a considerare l’ideazione di Progetti integrati d’area del territorio(PIAT) per la realizzazione di azioni comuni tra le diversi istituzioni scolastiche e il Comune , o consorzi di Comuni, sulla base di una regia organica e coerente rivolta a sostenere l’innovazione del processi formativi, nelle strategie di accoglienza offerte agli studenti, nella organizzazione di servizi, come i trasporti pubblici più efficienti, in modo che anche chi vive in zone decentrate abbia la possibilità di godere pienamente dell’offerta formativa, e a garantire condizioni di sicurezza e di efficienza strutturale e infrastrutturale degli edifici scolastici.
    Certo, Movicultura si rende conto che il panorama che si intravede all’orizzonte dal punto di vista economico continuerà ad imporre dei sacrifici e delle scelte ,ma proprio per questo occorre fronteggiare tali ristrettezze lavorando insieme enti locali e mondo della scuola nella individuazione delle scelte migliori, più razionali, più rispondenti ai bisogni reali delle nostre comunità.
    Il coordinamento di Movicultura nel corso  di una prossima iniziativa  a fronte dello stato dell’arte in cui versa la scuola reggina presenterà una piattaforma di proposte di lavoro, predisposta dai gruppi di studio,al mondo della scuola, a tutti gli operatori, alle altre istituzioni che concorrono alla erogazione del servizio scolastico per una utenza che nella nostra provincia interessa migliaia di giovani e famiglie. L’obiettivo è una nuova stagione culturale il cui denominatore comune sia investimento in cultura,  istruzione e formazione.

    GUIDO LEONE – Responsabile comitato di redazione di Movicultura