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Reggio – Imbalzano (Ncd) sul testamento biologico. “Introdotto in Consiglio con modalità inadeguate alla delicatezza e complessità del tema”

20 Gennaio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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Pasquale Imbalzano, capogruppo del “Nuovo Centrodestra” al Comune di Reggio, intervenendo nell’ultimo Consiglio Comunale in merito al punto all’ordine del giorno riguardante l’istituzione del “regolamento sul testamento biologico” ha rilasciato le seguenti riflessioni:
“Il provvedimento che prevede l’istituzione del registro sul testamento biologico, altrimenti dette dichiarazioni anticipate di trattamento, è stato condotto in consiglio comunale con modalità assolutamente non adeguate alla delicatezza e complessità del tema.
Infatti, ancor prima di entrare nel merito di scelte che fanno riferimento a questioni etiche di supremo interesse sociale come l’integrità della persona e dunque la vita, non ho potuto esimermi dal criticare il provvedimento -innanzitutto- per le modalità con cui lo stesso è stato trattato nella commissione “Statuto e Regolamenti”, nonché la forte accelerazione impressa al medesimo per farlo giungere ad una approvazione affrettata, costi quel che costi, senza che potesse quanto meno svilupparsi -in maniera approfondita- un dibattito vero, degno e calibrato alla primaria e superiore importanza del tema della vita”.
“Una sola seduta dedicata alla trattazione della questione, all’interno della quale – dopo essersi sviluppato un dibattito povero, scarno, costituito per lo più da posizioni ideologizzate soprattutto ad opera dei proponenti- ci si è precipitosamente diretti al voto.
Dunque, sarebbe servito ben altro per amplificare il dibattito, ad esempio si sarebbero potuti convocare degli esperti: un laico, un cattolico, finanche l’Ordine provinciale dei medici che esponessero una pluralità di visioni, una pluralità di sensibilità e su queste ciascuno potesse formarsi un rispettabile convincimento, che – credo- buona parte dei presenti in quella sede non abbia bene inteso, soprattutto avuto riguardo alle implicazioni esistenziali legate all’approvazione del regolamento ”.
“Il dibattito è stato -dunque- surrettiziamente orientato dalla maggioranza di csx alla avventata approvazione del regolamento, tesa a far mostra di sè di una immagine muscolare di efficienza, abbandonando a sé stessa l’esigenza primaria per la quale è da ritenersi classe dirigente di una Città quella realtà politica che dimostri di possedere degna capacità di analisi, di equilibrio, di ponderazione in particolar modo rispetto a implicazioni etiche che sono legate al tema del vita o del fine vita in questo caso.
Questo è il punto fortemente contestato sul piano della trattazione, ma -come si vedrà- anche nel merito”.
NEL MERITO
“Orbene, per quanto concerne le caratteristiche del regolamento, sono emerse senza dubbio lacune, superficialità, approssimazione, vacuità dei contenuti, avuto riguardo non solo a quale tipo di indicazioni sui trattamenti debba contenere il testamento, ma anche in relazione alla mai risolta questione della distanza che vi è tra il momento della formulazione delle dichiarazioni e il momento dell’attuazione delle stesse”.
1°QUESITO – DICHIARAZIONI AMBIGUE
“Ovvero come si risolve il problema della coniugazione tra una dichiarazione astrattamente ambigua ed equivoca rilasciata in un momento della vita in cui un soggetto è capace di intendere e di volere e il momento in cui bisogna darvi attuazione, ossia quando è privo di tale capacità?
La risposta non c’è, ne poteva questo regolamento darla, salvo purtroppo autorizzare – dopo la rispettiva approvazione- il compimento di dichiarazioni che possono rimanere lettera morta”.
2° QUESITO – NEL CASO SI MUTI IDEA SULLA DICHIARAZIONE
“O ancor meglio, come ci si pone di fronte alla possibilità che un comune cittadino possa cambiare idea in un momento successivo sulla dichiarazione già resa?
Qualche esponente della maggioranza ha affermato la riconosciuta facoltà di modificare la dichiarazione stessa, ma tale risposta ridimensionerebbe grandemente la portata e la valenza delle medesime dichiarazioni”.
3° QUESITO -CHI E’ IL FIDUCIARIO?
“Sulla figura del fiduciario, chi è auspicabile si individui per far fronte a queste particolari circostanze?
Sono all’altezza del compito i familiari o è preferibile che sia sempre un medico- magari di base- a svolgere questa delicata funzione di cura di interessi personalissimi (si badi bene non di natura patrimoniale, ma afferenti al piano dei beni indisponibili ai quali la vita appartiene) ?
Il regolamento su questo punto – e non solo su questo come vedremo – tace”.
4° QUESITO -RISCHIO DISPOSIZIONI SULL’EUTANASIA
“Ed inoltre, ci potrebbe essere il rischio di inserire nel corpo del testamento anche dichiarazioni finalizzate a richiedere la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale, da cui conseguono forme di eutanasia passiva?
E’ possibile che possa accadere. Il regolamento – al riguardo- non proibisce nulla “.
5° QUESITO – COME IL MEDICO DEVE ORIENTARSI DI FRONTE A QUESTE DISPOSIZIONI
“In via ulteriore, che carattere assumono queste dichiarazioni per il medico che deve dare attuazione alle stesse: saranno vincolative o orientative tali scelte? Dovranno essere applicate rigidamente così come si presentano al medico, oppure dovranno essere valutate in rapporto al concetto del desiderio o dei desideri espressi dal futuro paziente?
Anche qui- colposamente- il regolamento omette di precisare”.
INTERVENTO DEL LEGISLATORE PER FUGARE INCERTEZZE
“In verità, a molti di questi quesiti, a molte di queste incertezze che –si badi bene- fanno riferimento al concetto del bene supremo vita si risponde solo e soltanto chiedendo con forza al legislatore di intervenire su questa materia così complessa e delicata”.
CONDIZIONI DI AMMISSIBILITA’ DELLE DICHIARAZIONI –PARAMETRI CONSIGLIO NAZIONALE DI BIOETICA
“Ad ogni modo, queste considerazioni non escludono che le dichiarazioni anticipate di trattamento non possano mai essere ritenute legittime, ma lo sarebbero solo in presenza di due parametri:
1) l’intervento del legislatore che dia certezza ai dubbi che a tutt’oggi insistono sulla materia e non sono pochi
2) in secondo luogo, tenendo nel dovuto conto il sedimentato di raccomandazioni formulate già nel dicembre del 2003 dal Consiglio Nazionale di Bioetica, tra cui:
a) le dichiarazioni non devono contenere finalità eutanasiche, che si pongano in contrasto col diritto positivo, con la deontologia medica e con la coscienza del medico.
b) che siano adeguatamente formulate e che sia preferibile compilarle con l’assistenza del medico.
c) siano tali da garantire la volontà del futuro paziente, siano formulate in maniera tassativa, tali da non lasciare equivoci sul loro contenuto e idonee a chiarire al massimo possibile le situazioni di malattia in relazione alle quali esse debbano essere prese in considerazione”.
CENSURA CONCLUSIVA
“Ebbene, su tutti questi quesiti, il regolamento non è all’altezza di risolverne i dubbi e nei fatti espone il medico a difficoltà operative di considerevole entità che lo caricano di responsabilità notevoli riguardo le scelte di fine vita del paziente .
Basterebbero già solo queste considerazioni a rendere di fatto lettera morta le rispettive disposizioni e a questo si aggiunga il dato statistico secondo il quale nei paesi in cui è stato applicato il regime delle dichiarazioni anticipate di trattamento solo pochissime persone l’abbiano sottoscritte, proprio in ragione delle difficoltà che vi sono non solo sul piano interpretativo, ma anche sul piano della sensibilità avversa a rendere queste dichiarazioni, proprio per i profili di ripugnanza che possono assumere in qualche caso”.
REGOLAMENTO SPOT PROPAGANDISTICO
“Pertanto, questo regolamento, così come si presenta, è dunque uno spot propagandistico che non risolve nulla e che aggrava la situazione di incertezza, aggiungendo confusione, senza accrescere il concetto di libertà di scelta , ANZI ridimensionandolo poiché laddove la scelta non può essere opportunamente ponderata e determinata nelle conseguenze a cui deve giungere, la stessa diviene una non scelta e quindi come tale perfettamente inutile”.

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