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Radio calabresi – Ricerca del Corecom ne censisce 107. Ora una legge per sostenerle

14 Gennaio 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Radio calabresi – Ricerca del Corecom ne censisce 107. Ora una legge per sostenerle

di Natia Malaspina –  «Guardare l’uomo e la sua malattia e non la malattia che ha l’uomo». Con questa citazione Rosario Carnevale, dirigente regionale del Corecom inizia ad illustrare i risultati di una ricerca pensata dal Comitato Regionale per le Comunicazioni e condotta sulle radio calabresi. Una ricerca conclusa lo scorso 30 novembre. «La prima in Calabria che va a colmare un colpevole vuoto che, ad oggi – dichiara Alessandro Manganaro, presidente dell’organismo calabrese -, ha impedito di avere una rappresentazione precisa e globale del sistema radiofonico locale». Attualmente nella regione operano 107 radio di cui 69 a carattere commerciale e 38 a carattere comunitario. Provincia capofila è Cosenza con 46 emittenti radiofoniche seguita da Reggio Calabria con 25, Catanzaro con 21, 10 a Crotone e 5 a Vibo. «L’idea del Corecom – continua Manganaro – non è stata estemporanea o dettata dalla casualità, ma si è posta in linea di continuità col convegno con i dirigenti delle radio calabresi e in coerenza con le indicazioni emerse in occasione della seconda conferenza regionale sulla comunicazione dell’ottobre del 2013». Il tutto a riprova dell’interesse che il Comitato ha nei confronti della comunicazione radiofonica, spesso considerata inferiore a quella televisiva. Uno screening che ha voluto innescare meccanismi virtuosi affinchè in Calabria la comunicazione radiofonica passi da «un uso informativo ed evasivo ad uno decisamente circolare-dialogico». Questo implica il superamento di una concezione della radio locale come fenomeno di moda. Per far ciò, a detta dei partecipanti all’incontro “Le radio locali calabresi in viaggio verso il futuro” ospitato nella sala “Levato” di Palazzo Campanella, c’è bisogno «di qualità che evidentemente non può non diventare il presupposto, lo strumento e il fine».
«Sarebbe importante capire quante radio operano professionalmente e quante in maniera amatoriale – spiega Carnevale -. Capire lo scopo e gli strumenti che si vogliono mettere in campo. La ricerca ci ha dato un risultato attendibile, abbiamo superato il 50% e per noi è un ottimo campione». Il Corecom è l’organo di controllo che «tende una mano a coloro che sono in difficoltà per realizzare un programma – aggiunge il dirigente regionale – Siamo uomini radar, non siamo sabotatori». Da qui nasce l’urgenza di un progetto comunicazionale di qualità che abiliti le emittenti a godere di sostegni previsti da un progetto di legge che venga discusso ed approvato dal nuovo Consiglio regionale. Soddisfatti del lavoro svolto anche Carmelo Calabretta e Gregorio Corigliano, membri del Corecom Calabria. Complimenti arrivano anche dagli altri Comitati regionali e del consigliere regionale Domenico Battaglia che si è impegnato ad essere tra i firmatari della proposta di legge a sostegno dell’editoria affinchè sia dia maggiore sostegno all’informazione calabrese.
Anche da Andrea Musmeci, rappresentante dei Comitati di redazione delle varie testate giornalistiche, nota di merito al Corecom per il lavoro svolto e la sollecitazione affinchè questa proposta di legge non resti lettere morta: «Avendo le attrezzature, la radio è facilitata a diventare nell’immediatezza anche un giornale on line. Può e deve diventare uno strumento di vera comunicazione».
La testimonianza di Anna Bruna Eugeni, programmista regista della Rai di Cosenza, serve a ricordare i limiti e le potenzialità: «La radio ci ha insegnato la sintesi, poche cose in breve tempo. Non è facile fare radio dove hai solo uno strumento, la voce. La potenza della radio è quella di arrivare dove altri non arrivano».

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