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Catanzaro – Riunione operativa della Giunta Abramo per il recupero del centro storico

5 Gennaio 2015
in Catanzaro, CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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Il primo impegno dell’anno del sindaco Sergio Abramo, come annunciato nel messaggio augurale ai catanzaresi, sarà dedicato al centro storico. Lunedì pomeriggio ci sarà a Palazzo De Nobili la prima riunione operativa della task force che avrà la “missione” di riqualificare e recuperare il patrimonio immobiliare, mettendolo al servizio di un ampio progetto di rinascita della parte antica della città.

All’incontro parteciperanno Confindustria, Università “Magna Graecia” e Provincia, vale a dire gli interlocutori che il sindaco considera fondamentali e indispensabili per un progetto così alto e ambizioso.

Sarà una riunione, annuncia il primo cittadino, operativa e pragmatica: si passerà subito ad una ricognizione degli immobili pubblici e privati non utilizzati e alla definizione degli strumenti amministrativi e finanziari per recuperarli.  L’utilizzo dei fondi europei e di quelli regionali destinati all’edilizia sociale è già stato indicato come uno strumento utilissimo per il rilancio economico, sociale e culturale del centro storico, sulla base di un progetto organico, strutturale e a lunga scadenza che privilegi un’attenta analisi costi/benefici.

La grande popolazione universitaria rappresenta, nella convinzione del sindaco, il principale serbatoio a cui attingere. E ciò può avvenire attraverso due canali. Il primo, più immediato, è la creazione di una rete di case per studenti nel centro storico. Confindustria, con le strutture di Ance (l’associazione dei costruttori), può risultare decisiva per la realizzazione di questo piano alloggiativo.

Il secondo, più ambizioso, è quello di portare nel centro storico la facoltà di giurisprudenza, oltre a quella già esistente di sociologia. Si tratta, se ne rende conto Abramo, di un’operazione difficile e delicata poiché la facoltà giuridica ha bisogno di grandi spazi che, al momento, possono essere assicurati solo al campus. Ma il sindaco è convinto che il posto giusto per giurisprudenza è il centro storico e che una soluzione tale da convincere le autorità accademiche al grande passo è possibile individuarla.

L’altra grande sfida è la cittadella giudiziaria che potrebbe essere ospitata nell’ex ospedale Militare. I contatti tra Comune, Agenzia del Demanio e Ministero della Giustizia sono a buon punto e potrebbero presto sfociare nell’assegnazione a titolo gratuito del grande e prestigioso immobile al Ministero di via Arenula. Concentrare tutti gli uffici giudiziari a ridosso di piazza Matteotti, compresi i palazzi “Blasco” e “Ferlaino”, porterebbe notevoli benefici al centro storico in virtù delle centinaia di persone che ogni giorno entrano in contatto con l’apparato della giustizia.

Abramo ha poi riaffermato l’impegno assunto di mettere il centro storico al primo punto dell’agenda politico-amministrativa del 2015, ricordando che non si parte da zero. Nel centro storico sono già stati investiti decine di milioni di euro per opere come piazza Matteotti (che sarà consegnata entro marzo), riqualificazione e ristrutturazione fabbricati ex Educandato ed ex Stac, per la ricostruzione del muraglione del San Giovanni, per il recupero di Galleria Mancuso. Sono stati già appaltati i lavori per la riqualificazione delle gallerie del San Giovanni e il raddoppio di via Carlo V, mentre sono in avanzata fase di aggiudicazione i lavori per il recupero della scuola Mazzini (ospiterà le scuole elementari, ma per la sua vastità una parte potrebbe anche essere destinata ad Accademia di Belle Arti o altre attività universitarie) e dell’ala di Palazzo Fazzari ottenuta dal Comune in comodato d’uso dalla Regione Calabria.

“La crisi del nostro centro storico – ha sottolineato Abramo – parte da lontano, da quando una classe politica miope e debole acconsentì alla tripartizione di quella che era la più grande Provincia d’Italia. A Catanzaro ogni giorno arrivavano migliaia di persone, da Crotone, da Vibo Valentia, da Tropea e da Cirò Marina, da Serra San Bruno a Isola Capo Rizzuto per sbrigare pratiche in Prefettura, in Questura, alla Motorizzazione Civile, all’Agenzia delle Entrate, in tutti quegli Enti statali previsti solo nei Capoluoghi di Provincia. Nessuno ha alzato un dito all’epoca, sottovalutando gli effetti devastanti nel medio e lungo termine. Né il sindaco del tempo, né i parlamentari, né la Regione. Ma ora è inutile rifugiarsi nei rimpianti. Abbiamo volontà ed idee per invertire la tendenza, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per vincere una sfida difficile e delicata”.

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