di Grazia Candido – Gli animali hanno propri diritti e dignità come te stesso. È un ammonimento che suona quasi sovversivo. E allora, diventiamo tutti sovversivi contro ignoranza, indifferenza, crudeltà. Un esempio sono i volontari dell’associazione “Dacci una zampa onlus” che, da anni, hanno preso a cuore il problema del randagismo e, grazie al grande cuore di chi veramente ama gli animali, portano avanti una battaglia. Parlare e trascorrere qualche ora al canile con i volontari fa capire la pochezza di certi esseri umani difronte la naturale grandezza di ragazzi e ragazze che, invece di andare a fare shopping, passare le serate in un pub o farsi semplicemente una passeggiata con amici, sceglie di impiegare il tempo a curare chi è stato “bastonato” più volte da questa vita. Gli animali non solo provano affetto, ma desiderano essere amati. E con il freddo, tra la pioggia, le difficoltà economiche e i continui attacchi di chi considera questi animali un peso o “merce”, i volontari senza alcuna paura e soprattutto, senza avere nulla in cambio, ogni giorno si dedicano e danno voce ai tanti cani ospiti nel canile di Mortara. Candida, Giulia, Renato e tanti altri hanno messo la loro faccia, hanno messo le loro risorse e sacrificato le proprie vite per difendere i piccoli cuccioli. Ma non vogliono essere assolutamente ringraziati perché la loro “è una semplice e giusta battaglia di civiltà”. Una battaglia che non è stata ancora vinta perché il canile vive con la solidarietà della comunità reggina alla quale viene richiesto un altro sforzo per aiutare i 160 cani che consumano circa 60/70 chili di crocchette al giorno e hanno bisogno di cibo, coperte, cappottini e sterilizzazioni.
“E’ emergenza pappa, il magazzino si svuota sempre velocemente e, al momento voi siete la nostra unica risorsa – afferma la volontaria Candida Naccarato – I reggini non ci hanno mai lasciato soli: ci sono ragazzi che ogni giorno, gratuitamente, puliscono le gabbie, nutrono, coccolano e passeggiano i cani. Purtroppo, c’è gente che continua ad abbandonarli sulla strada o dietro al cancello e quando sistemi un cane te ne arriva subito un altro magari in fin di vita. Qualche giorno fa, abbiamo recuperato una barboncina che è stata picchiata e gettata nel cassonetto dell’immondizia. Fortunatamente, un operatore ecologico l’ha trovata e l’ha portata qui. Dopo 5 giorni di coma, la cagna sta bene ma ha perso la vista”.
Si alternano gesti unici, quelli dei volontari e dei medici della clinica che fanno di tutto per salvare i cani maltrattati, alla crudeltà di esseri umani che di umano hanno ben poco. Ma i ragazzi di “Dacci una zampa” non mollano e ad oggi, contano tanti cani salvati, vaccinati, sterilizzati, circa 200 adozioni e in programma ce ne sono delle nuove. E’ un lavoro senza sosta quello dei volontari, non ci sono feste, non ci sono giorni di riposo e anche a Capodanno saranno al canile accanto agli amici a 4 zampe per proteggerli dai botti di fine anno.
“Il questi sei mesi i cuccioli non sono mai stati lasciati soli nemmeno la notte – afferma Candida – Ora fa molto freddo ma in ogni box i cani hanno la coperta, il cappottino, la ciotola con il cibo grazie alle donazioni dei reggini. La nostra è una battaglia di civiltà: a noi interessa il benessere degli animali. Chi ama, ama e basta. Chi ama e separa, invece, non ha mai iniziato a farlo”.
Una “frecciata” mirata a chi voleva togliere i cani da Mortara. Questione non risolta visto che il Tar reggino accogliendo l’istanza incidentale di sospensiva presidenziale articolata dall’avvocato Maria Letizia Monterosso ha sospeso l’efficacia del provvedimento assunto dall’Amministrazione Comunale con il quale veniva assegnata la gestione della struttura all’associazione Aratea. (LEGGI QUI)
“Si deciderà il 28 Gennaio anche se tre settimane fa, hanno riprovato a buttarci fuori ma non ci sono riusciti – afferma Candida – Siamo abusivi, lo sappiamo bene, ma come abbiamo sempre detto i cani non si toccano. I reggini e anche il sindaco Falcomatà non ci hanno abbandonato invece l’Asp ad oggi, non ha attivato il progetto di 360 mila euro per la sterilizzazione di cani randagi tramite le cliniche private. Un ringraziamento va fatto al dottor Nicola Iannelli, un vero angelo, al quale dobbiamo dare 15 mila euro per le cure e gli interventi che fa ai nostri cani. Attualmente, nella sua clinica ci sono quattro cani ricoverati e molti sono stati sterilizzati lì. Il dottore sa che non abbiamo soldi ma ci aiuta ugualmente”.
E se questa non è umanità, passione, amore per il prossimo chi ha remato contro tutto questo, ci dica come possiamo chiamare questa “organizzazione” solidale.
“Noi vogliamo difendere chi non può farlo – conclude Candida – Il canile non è un luogo dove buttare il cane ma è la casa del cane: lo devi accudire, amare, proteggere e non farlo diventare un numero. Il canile di Mortara è stato risistemato e restituito alla città dai volontari. Noi ci siamo presi un pezzo di città, abbiamo dimostrato che se i reggini vogliono, le cose possono cambiare. La gente deve crederci, Reggio può avere un futuro diverso, libero, un futuro fatto da donne e uomini leali, onesti come il nostro amico Franco Germanò che ci ha sostenuto, era con noi davanti ai cancelli lo scorso 10 Ottobre. Se anche lui non avesse lottato con noi, ci avrebbero buttato fuori dal canile. Noi abbiamo rotto un sistema, un sistema malato che non vogliamo più e che non ci appartiene”.






