La parte relativa al sostegno elettorale politico mafioso rappresenta una parte importante del provvedimento di fermo relativo ai 25 soggetti indagati nella operazione “Il Padrino”.
Nel capitolo relativo si fa insistentemente riferimento ad attività di sostegno elettorale relative alle consultazioni regionali 2010 in favore del candidato Nino De Gaetano e poste in essere dal suocero (il dott. Suraci, deceduto poco più di un anno fa) nei confronti della cosca Tegano.
Un’attività complessiva “che” – si legge nel provvedimento – “certamente non può riguardare il legittimo esercizio del diritto di voto del cittadino, ma piuttosto conferma dell’interessamento e
dell’impegno della consorteria di Archi, conosciuta come cosca Tegano, nel far propaganda elettorale a favore dell’esponente di “sinistra” DE GAETANO, attraverso in particolare l’attiva mediazione dei fratelli Pellicanò, Giovanni e Francesco, associati apicali della predetta associazione a delinquere di stampo ‘ndranghetista ed in contatto con le altre famiglie ‘ndranghetiste calabre”.
Gli inquirenti nel provvedimento firmato dai Pm Cafiero de Raho, Lombardo e Ammendola in maniera netta, anche alla luce del materiale pubblicitario elettorale riguardante De Gaetano ritrovato nel covo dell’allora latitante Giovanni Tegano, sottolineano la sussistenza “di un piano di condizionamento del libero svolgimento delle turnazioni elettorali del mese di marzo 2010 e con esso il palesamento di un appoggio politico elettorale posto in essere dalla cosca Tegano in favore di un determinato candidato del momento, anche facendo ricorso all’aiuto trasversale di soggetti apparentemente terzi”.
Sono gli stessi inquirenti a rimarcare il dato rispetto al quale De Gaetano risultò poi eletto con una “una cascata impressionante ed inaspettata di preferenze, a fronte di una militanza politica in uno schieramento partitico storicamente insolito per il panorama reggino”





