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Reggio: ‘Il grande imbroglio’. Modello Scopelliti Vs Modello Naccari Carlizzi

23 Ottobre 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 5 minuti
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Oreste Romeo - Ncd

di Grazia Candido –
I membri del centro destra si occupano dei Concorsi al Comune di Reggio Calabria: due modelli a confronto.

Continua l’operazione verità del centro destra e questa mattina nella sede di Ncd, alla Galleria Caminiti, a far luce sulla “questione concorsi” ci pensano gli avvocati Saveria Cusumano, Oreste Romeo e Demetrio Laganà. Un pool di professionisti della legge che sciorina con carte in mano “tutto ciò che i reggini devono sapere sul Modello Reggio creato da Scopelliti e su quello, mal riuscito, ideato da Naccari Carlizzi” e che, a giorni sarà riportato nel IV quaderno de “Il grande imbroglio”.
“Riportiamo alla luce una verità per troppo tempo ignorata – esordisce l’avvocato Cusumano – e solo mettendo in evidenza il Modus operandi di Peppe Scopelliti, e lo chiamo Peppe confidenzialmente perché oltre ad essere un politico di spessore, è un reggino tra i reggini, e il Modus operandi di Naccari Carlizzi. Abbiamo assistito ad una gogna mediatica sul nostro operato e la scelta di fare questi quaderni non è casuale ma voluta perché documentano tutto ciò che è stato fatto per Reggio e contro Reggio”.
Poi la parola passa al noto penalista Romeo che “bacchetta” il centro sinistra e l’allora leader “smascherato non dalle parole ma dalle carte”.
“Diamo seguito ad un’attenta operazione aggiungendo un altro importante segmento per la costruzione della verità con dati, delibere, atti ufficiali che saranno meticolosamente riportati nel quarto quaderno del centro destra – esordisce l’avvocato Romeo – Partiamo dall’analisi di due Modelli, quello di Scopelliti al quale abbiamo voluto attribuire il colore blu e quello di Naccari delineato con il rosso, per capire bene come sono stati gestiti i concorsi al Comune di Reggio. Scopelliti ha affidato al Settore Risorse Umane del Comune la gestione internalizzata mentre Naccari ha pensato bene di avvalersi di una gestione esternalizzata affidata in appalto ad una ditta privata. Inoltre, l’ex sindaco di Reggio ha usato la sinergia interistituzionale facendo nominare dal Prefetto la Commissione esaminatrice del concorso i cui componenti erano alte cariche appartenenti alle Forze dello Stato mentre l’altra amministrazione ha nominato la Commissione su proposta della ditta appaltatrice e quindi, spiccavano soggetti scelti tra segretari comunali, dirigenti e familiari di funzionari assunti in concorsi gestiti dalla ditta presso altri Enti in provincia di Reggio Calabria”.
L’avvocato Romeo lancia la sua prima frecciata sui costi del Concorsi espletati e sui tempi dello svolgimento delle procedure, lodando “il Modello Scopelliti per aver speso 15 mila euro per assumere 45 vigili urbani a fronte dei 90 mila euro per pubblicare i bandi e ricevere le domande di 6 concorsi e 130 mila euro a titolo di acconto per 9 concorsi mai espletati dell’altra amministrazione. All’amministrazione Scopelliti sono bastati 13 mesi dalla nomina della Commissione all’assunzione di 45 vigili urbani mentre alla gestione Naccari sono serviti 7 mesi dall’indizione di 6 concorsi alla data delle prime prove d’esame”.
E se poi qualcuno tira fuori la storia dei contenziosi, ecco subito la risposta dell’avvocato Romeo che precisa: “Per il Modello Scopelliti ci sono stati 13 ricorsi al Tar presentati dagli esclusi e di questi, tutti i 13 ricorsi sono stati vinti dal Comune; cosa più complessa per il Modello Naccari visto che la Procura della Repubblica apre un fascicolo, vengono sequestrati gli atti e interrogati i protagonisti”.
Ma la cosa più sconcertante per i tre esponenti del centro destra è che “a vincere i concorsi ci sono anche familiari, congiunti ed amici di politici e dirigenti comunali, sia al Comune di Reggio Calabria che in altri Enti, dove la stessa ditta aggiudicataria ha gestito le procedure concorsuali”.
Una casualità?
“Può darsi però, è giusto soffermarci sulle procedure – postilla Romeo – Nel Modello Naccari, la ditta si aggiudicava le gare o le venivano affidati direttamente gli appalti, come da modifica in tal senso apportata al regolamento comunale. Nominava a titolo gratuito i presidenti ed i componenti delle commissioni di concorso, scegliendo anche tra chi ne aveva appena vinto un altro presso diverso Ente e si aggiudicava così gli appalti offrendo un prezzo vantaggioso che non comprendeva il costo delle Commissioni. I dirigenti e i funzionari neo vincitori del concorso al Comune di Reggio Calabria compaiono anche nelle commissioni dei concorsi presso il Consiglio Regionale calabrese, l’Ente Parco dell’Aspromonte, il Comune di Motta San Giovanni, di Sant’Ilario dello Jonio, tutti gestiti dalla stessa ditta. Questo sistema utilizzato al Comune di Reggio Calabria lo si adotta pure al comune di Sant’Ilario dello Jonio, – continua Romeo – dove un dirigente comunale di Reggio svolgeva le funzioni dirigenziali presso il suddetto Comune locrideo che affida direttamente l’appalto alla stessa ditta. Non ci crederete ma il concorso a posto unico, se lo aggiudica la cognata del dirigente. La stessa procedura viene applicata al comune di Motta San Giovanni e anche in questo caso, il Comune affida direttamente l’appalto alla ditta che ha gestito il concorso al Comune di Reggio”.
L’avvocato Romeo ricorda anche che il modello Naccari “per il gran successo ottenuto, viene duplicato all’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte dove il consulente esterno dell’Ente era un dirigente del Comune di Reggio Calabria, che aveva seguito tutto l’iter burocratico delle procedure concorsuali per lo stesso comune e , sempre per pura casualità, il concorso viene vinto dalla moglie di un dirigente del Comune di Sant’Ilario e Motta San Giovanni. Ovviamente, tutti i concorsi di cui parliamo sono stati gestiti dalla stessa ditta”.
Ma non finisce qui perché, come un bravo mago, dalla tasca l’avvocato Romeo toglie il suo asso: “Se questo Modello è andato così bene al Comune, perché non adottarlo anche al Consiglio Regionale, durante la legislatura del centrosinistra? Anche qui, tra i vincitori del concorso, si annoverano mogli di dirigenti comunali ed amici di qualche politico. Un ulteriore tentativo di “applicazione” del sistema utilizzato al Comune di Reggio Calabria si registra presso l’Atam ma viene prontamente bloccato dall’amministratore unico Arena, subito dopo il suo insediamento – ci tiene a precisarlo Romeo – Ma la cosa davvero strana è che la solita ditta, inoltre, in occasione dei concorsi gestiti presso l’Ente Parco dell’Aspromonte rivende lo stesso prontuario di preparazione ai concorsi, già proposto al Comune di Reggio Calabria, al prezzo di 50 milioni di lire. Inoltre, nella fase che ha preceduto i concorsi al Comune di Reggio Calabria, la ditta ha utilizzato il proprio personale che, all’esito dei concorsi, è risultato vincitore dei concorsi medesimi. E non ci dimentichiamo che la stessa ditta ha svolto anche i concorsi riservati ai dipendenti interni del Comune reggino. In quella occasione, la società ha tenuto dei corsi di formazione nei locali del Comune e tra i docenti, non retribuiti, vi erano anche i congiunti dei neo-vincitori dei concorsi già espletati e dei futuri vincitori dei concorsi ancora da espletare”.
E invece Scopelliti che ha fatto?
“Il Sindaco Scopelliti, il 2 giugno 2002, a pochi giorni dal suo insediamento, intima al dirigente del settore Risorse Umane del Comune di Reggio Calabria di sospendere le ulteriori procedure per altri 13 concorsi già affidati alla solita ditta dal f.f. Naccari – precisa l’avvocato Romeo – La Giunta Scopelliti decide di revocare il contratto d’appalto già sottoscritto e chiudere i conti definitivamente con la ditta e di “salvare” e gestire in maniera internalizzata il solo concorso per 21 (poi 45) agenti di polizia municipale, unica vera esigenza per la città. E poi l’ex sindaco Scopelliti si è avvalso dell’aiuto della Prefettura per quanto riguarda la Commissione esaminatrice e la somma, relativa ai compensi dei due componenti esterni della Commissione, viene determinata in misura pari a 4.800 euro e regolarmente pagata ai componenti della Commissione, diversamente da quanto accadeva nei concorsi gestiti dalla ditta privata”.
In sintesi “abbiamo visto due modi opposti di concepire la gestione della Pubblica Amministrazione – conclude l’avvocato Romeo – L’uno (il modello Scopelliti) impegnato a garantire, avvalendosi delle Istituzioni, la legalità e la meritocrazia, l’altro di sicuro non incontra la nostra adesione. Bisogna che la città rifletta perché l’esperienza è maestra di vita”.
Proprio sull’ “affermazione della totale legalità assunta durante la gestione Scopelliti” si sofferma in conclusione l’avvocato Laganà che ricorda i tre principi sui quali si è incentrata “la politica del centro destra: correttezza, trasparenza, rispetto delle leggi”.

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