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Reggio: il centro destra svela “Il grande imbroglio”

12 Settembre 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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germanò-agliano-cuzzola-romeo

di Grazia Candido – Una serie di quaderni racconteranno alla comunità le vicende accadute negli ultimi anni

alcune poco conosciute e altre inedite, tutte supportate da atti e documenti.

Tutta la verità. Solo e soltanto la verità sancita da atti che dimostreranno “la genesi e lo svolgimento del mastodontico raggiro perpetrato ai danni dei cittadini”. Parola dei massimi esponenti del centro destra reggino. “Il grande imbroglio. La verità è più forte di qualsiasi menzogna”. Questo il tema del primo incontro della campagna di informazione organizzata dal Coordinamento dei circoli NCD di Reggio Calabria e dalla Lista Scopelliti, d’intesa con Reggio Futura, Alleanza Calabrese, Centro Studi Tradizione Partecipazione, Dialogo Civile e altre associazioni. A sciorinare numeri e fatti, questa mattina nella sala conferenze di Confindustria di Via del Torrione, ci hanno pensato l’ex presidente della Recasi Franco Germanò, l’ex consigliere comunale Giuseppe Agliano, l’ex dirigente alle Finanze Enzo Cuzzola e il penalista Oreste Romeo.
“Vogliamo dire alla città le nefandezze successe negli ultimi anni. Vogliamo svelare una serie di retroscena che hanno portato allo smantellamento di una città che era diventata un gioiello e di una classe politica oggetto di menzogne solo per distruggere Scopelliti e un modello che, a molti, dava fastidio – esordisce Agliano – Ma se ci pensate bene, tutto è degenerato da quando Scopelliti è diventato Presidente della Regione. Prima di questo passaggio, problemi non ce ne erano o comunque, non erano così gravi come qualcuno li ha inculcati alla comunità”.
Poi è l’ex Presidente della Recasi, Franco Germanò, a voler raccontare “un episodio emblematico che mostra la voluta operazione di alcuni soggetti di annientare la città”.
“Circa 15 giorni fa, una mareggiata ha distrutto due dei lidi cittadini. Qualcuno si è permesso di dire che la colpa è di Scopelliti. Ma scusate, Scopelliti ha una relazione prediletta con Dio, un potere sovrumano che noi non conosciamo? – si domanda Germanò – Sempre questo qualcuno non potendo rispondere, trova la soluzione dicendo che se Scopelliti non avesse predisposto i lidi sul lungomare si sarebbe potuto evitare tutto ciò. Questo è il paradosso di una città nella quale ci sono soggetti convinti che sia meglio distruggere Reggio che far governare chi non la pensa come loro”.
Ma a Germanò non interessano le chiacchiere da bar e tira fuori il suo asso mettendo a tacere chi dice che al Comune non ci sono soldi.
“E’ una bugia, ci sono 35 milioni di euro, fondi residui di una somma molto più consistente trasferita dallo Stato ai Comuni, spendibili subito e che la Triade non utilizza – puntualizza l’ex assessore comunale – Se questi soldi non vengono spesi, le spiegazioni sono due: o sono stati sanati tutti i debiti o i Commissari non li sanno spendere. Nell’immaginario collettivo si è creata l’idea che qualcuno ha volutamente distrutto qualcosa, che ha rubato alla città. Ma non è assolutamente così. Noi, con orgoglio, possiamo guadare negli occhi i nostri cittadini, non abbiamo rubato un euro perché non rientra nel nostro modo di concepire la politica. Avevamo individuato un percorso di sviluppo costruendo una città turistica e con iniziative collaterali, c’eravamo riusciti grazie alla giunta Scopelliti. Un percorso però, arrestato bruscamente e che ha riportato indietro la città”.
L’avvocato Oreste Romeo invece, si iscrive e vorrebbe che tutta la comunità reggina lo facesse, nel “partito della ragione che serve a far chiarezza e a svelare quel gioco fatto su un massacro collettivo”.
“Abbiamo assistito ad una campagna orchestrata contro la città che ha avuto effetti deleteri sul corpo sociale cittadino – afferma il noto avvocato reggino – Negli ultimi anni, la ragione non è stata più il faro che ha illuminato le condotte della città e da parte nostra è necessaria un’operazione verità fatta con documenti ufficiali che svelano ciò che realmente è successo a Reggio. E poi come si fa a dimenticare la dichiarazione dell’ex Commissario Dante Piazza che abbandonò l’incarico dopo 15 giorni per motivi di salute, ma appena insediatosi, disse: “Purtroppo questa situazione è legata alla crisi finanziaria che c’è in tutta Italia: tutti i Comuni soffrono perché lo Stato e l’Europa hanno tagliato i fondi destinati agli Enti pubblici e perché pagano i contributi solo a consuntivo”. Praticamente, il Comune deve anticipare tutto prima di avere i fondi dello Stato ed è questo sistema che ci ha fregato”.
Sul piano più tecnico si sofferma l’ex dirigente comunale alle Finanze Enzo Cuzzola che si scaglia contro quelli che “quando si insediò l’amministrazione Arena, dicevano che il buco del bilancio era quasi 700 milioni di euro. Settecento mln di euro è un dato di bilancio che esiste ma rappresenta i residui passivi – precisa l’esperto nel settore – Il disavanzo, oggi, è di 99 mln e quando c’ero io era di 140 mln che si riducevano a 108 mln per effetto di un recupero di somme impropriamente erogate. Chi scriveva che Reggio era in dissesto e non bisognava adottare le procedure di riequilibrio, ricordo un pezzo pubblicato su una rete online scritto da un funzionario del tesoro di Reggio che, probabilmente, appartiene a quella parte politica ispiratrice di questo grosso imbroglio, oggi, quello stesso funzionario, ha riadattato le procedure di riequilibrio per il Comune di Soverato. Quindi, si imbroglia per colpire un soggetto politico ma i cittadini devono sapere che Reggio non era in dissesto allora e non lo è mai stata”.
Poi l’ex dirigente “bacchetta” la Triade commissariale “rea di non aver proceduto alla dismissione del patrimonio immobiliare e di far fronte a quel disavanzo di bilancio conclamato inasprendo l’imposizione locale”.
“Centinaia di Comuni, da Nord a Sud, versano in situazioni di gran lunga peggiori rispetto a Reggio. Il progressivo taglio dei trasferimenti erariali, l’alta percentuale di evasione dei tributi locali, i debiti fuori bilancio pregressi ed infine, la recente normativa che impone ai Comuni di cancellare i crediti più vecchi di 5 anni, hanno determinato il disavanzo di Reggio e della gran parte dei comuni italiani. La via da seguire per il futuro se lo permette il Legislatore, è modificare questo piano di riequilibrio nei contenuti cioè destinare al ripiano la dismissione immobiliare, ripartire con questa anche perché c’è gente che ha versato la quota per l’acquisto e non ha ancora il contratto, e destinare il recupero di evasione tributaria all’abbassamento delle tasse cittadine. Noi paghiamo molto l’acqua perché a Reggio c’è gente che non paga: Reggio fa 200 di acqua e ne fattura 40. E tanti altri problemi potrebbero risolversi se solo non fossimo così eccessivamente litigiosi: confondiamo il confronto politico con il confronto giudiziario e tecnico producendo solo danni ai cittadini e alla città”.

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