“L’estate appena trascorsa ci consegna purtroppo un bilancio turistico alquanto negativo. Non possiamo però confinare i modesti risultati solo nel logoro effetto meteo che ha funestato questo periodo estivo, ma ci sono tutta una serie di elementi tecnici e gestionali che vanno assolutamente presi in considerazione, e sui quali dare vita a riflessioni e impegnare responsabilità”. E’ quanto afferma il portavoce del Movimento Labor, Pasquale Scaramuzzino. “Nonostante la varietà dell’offerta della nostra regione, ed in particolare del nostro territorio – prosegue – in tema di beni culturali, paesaggistici ed enogastronomici, il settore del turismo, e, particolarmente, del turismo legato alla cultura, è uno dei comparti in cui la competitività dell’offerta mostra un’arretratezza allarmante. Tante le criticità ancora esistenti: qualità ambientale ed urbana, funzionalità dei trasporti, valorizzazione di arte, cultura, enogastronomia, ecc. E’ necessario dunque liberare e valorizzare, fin da subito, tutte quelle risorse spesso insabbiate negli anni da incapacità politiche e gestionali. Risvegliare una metodologia nuova utile ad ottimizzare tutte le possibili sinergie tra le nostre importanti infrastrutture, quali aeroporto e stazione ferroviaria, con il territorio per realizzare quella rete di funzionamenti sulla quale poi costruire un progetto di sviluppo; immaginarli non solo come luoghi di transito, ma in un frame-work multifunzionale ed interattivo con la città, consapevoli che per creare sviluppo è necessario creare reciprocità, occasioni di scambio e di crescita, di qualità e di investimenti, dare valore. Lo scalo aeroportuale e ferroviario, nonché lo snodo autostradale devono essere considerati come un volano per la ripresa economica, per questo occorre costruire intorno ad essi una progettualità nuova e feconda, se vogliamo che le nostre testimonianze culturali diventino strumenti propedeutici per avviare processi di rigenerazione urbana e di sviluppo economico. Un ulteriore impulso per la crescita lo apporterebbe sicuramente la realizzazione di un porto turistico. Considerando l’importanza strategica del settore della nautica, quale elemento di sviluppo e di occupazione, il movimento Labor da tempo ha chiesto all’amministrazione comunale di impegnarsi concretamente nella pianificazione e nella progettazione di tale iniziativa, considerando anche che la Regione Calabria ha inserito Lamezia nel piano dei porti turistici. Ad oggi però nulla di fatto. Il movimento Labor, come tanti operatori commerciali, crede che quella del turismo potrebbe essere una grande opportunità di rilancio della città con sane ricadute economiche; volano per la creazione di nuovi posti di lavoro e per rilanciare la nostra economia. Ma, affinché lo sia veramente, occorre anche un piano complessivo di iniziative che rendano la nostra città fortemente attraente per gli investitori e per la grande e potenziale moltitudine di turisti italiani e stranieri che transitano ogni anno sia dal nostro scalo ferroviario che da quello aeroportuale, e dallo snodo autostradale. Per questo bisogna lavorare innanzitutto sull’idea di costruire una piattaforma di confronto con esperti, con la classe politica ed imprenditoriale, con responsabili del turismo locali e nazionali, analizzando anche problematiche e opportunità per la nostra città; quali le possibili piste da approfondire per essere più competitivi su questa area di mercato. In particolare nel nostro movimento, da alcuni mesi è attivo un gruppo di lavoro, che si sta occupando nello specifico di “turismo culturale urbano”, che pone in evidenza la tutela, la valorizzazione e la gestione delle risorse paesaggistiche, storico – culturali ed artistiche dell’area del lametino, i prodotti enogastronomici, e le realtà economiche e commerciali che potrebbero interagire con essi. I contesti locali producono beni materiali e immateriali che, se adeguatamente valorizzati, possono generare economie esterne utili all’azione delle imprese operanti nel territorio. In tal modo, le politiche per lo sviluppo territoriale possono aspirare a tenere insieme gli obiettivi di coesione e competitività. Mettere in azione sia un circuito produttivo che consenta di attivare positive ricadute sull’economia territoriale, sia iniziative volte a potenziare le attività di contrasto al declino sociale, sia per rilanciare la centralità del settore, istituzionalizzare la certificazione di qualità dei vari elementi che compongono il progetto per proiettarli poi nel mondo della comunicazione e della promozione. Chiediamo anche alla politica di fare la sua parte, dimostrando di essere capace non solo a cavalcare le polemiche, ma anche di sapersi confrontare sui problemi e sulle difficoltà di chi lavora ed opera per la crescita economica della nostra città. Il nostro territorio – conclude Scaramuzzino – ha bisogno di un nuovo protagonismo politico e civile che sappia accogliere e sviluppare nuove idee e nuovi progetti, che sappia azionare le leve del cambiamento, per ridisegnare le forme e le prospettive di un territorio, delle sue possibilità di sviluppo, delle opportunità produttive, che tardano ad arrivare, e che sono oramai necessarie e non più rimandabili”.




