”Fermiamo il genocidio del popolo palestinese! Restiamo umani”. L’eco dei bombardamenti sulla Striscia di Gaza giunge fino in piazza Italia a Reggio Calabria, dove questo pomeriggio si è tenuto il sit in di solidarietà nei confronti delle popolazioni palestinesi, vittime in queste ore di una durissima offensiva da parte dell’esercito israeliano.
In tanti, associazioni, sindacati e semplici cittadini, hanno voluto essere presenti ad un’iniziativa che ”non vuole essere solo un momento di solidarietà e di sostegno a un popolo martoriato, ma anche occasione per riflettere e ragionare insieme su come attivare azioni più incisive per contrastare le politiche di uno stato, quello sionista, che vedono coinvolte anche l’Italia e la stessa Calabria”.
Tantissimi i giovani presenti, a testimoniare la loro contrarietà contro ”l’ennesima operazione militare di sterminio di un popolo, verso la soluzione finale”.
Si alternano le voci al megafono, tra esperienze dirette di volontariato nella Striscia di Gaza o nei campi profughi in Libano ed analisi condotte dalle tante realtà associative, sindacali e politiche presenti. Un movimento, quello contro ”il genocidio del popolo palestinese” che si allarga a macchia d’olio anche in provincia. Analoghe iniziative sono state organizzate stamani a Palmi e nel pomeriggio a Polistena.
”La piramide mediatica, dalle informazioni che arrivano solo dall’esercito israeliano – dichiarano ancora gli organizzatori – si dipana raccontando fatti e loro interpretazione ad uso e consumo del governo Natanyahu e dei suoi alleati internazionali, che per bocca del Segretario di Stato John Kerry hanno di fatto benedetto la nuova aggressione”.
”L’enorme differenza del numero dei morti – recita la nota informativa del Progetto Cosmi – le stragi di civili come forma di punizione collettiva, l’uso di armi tecnologiche e di distruzione di massa da sperimentare in loco, le centinaia di bombardamenti contro qualche decina di missili caserecci, l’ invasione che sembra imminente, con il suo corollario di morte e distruzione, non contano se non come “comprensibili ed inevitabili” cause collaterali”.
In piazza anche i rappresentanti dall’associazione antimafia Libera. ”Siamo qui presenti – dichiara il coordinatore regionale calabrese Mimmo Nasone – perchè riteniamo che non si possa combattere la ‘ndrangheta senza una forte presa di coscienza contro la violenza ed in favore della pace”.
Tra le iniziative concrete proposte dai cittadini in piazza anche quella del boicottaggio dei prodotti israeliani in commercio. ”Possiamo fare qualcosa – spiega il Professor Nando Primerano, uno dei primi attivisti sul territorio reggino ad occuparsi di Palestina – soprattutto quando mettiamo mano mano al nostro portafogli per acquistare. I prodotti commerciali israeliani, seppur camuffati, cominciano con 729 come prime cifre del codice a barre. Se non li acquistiamo evitiamo che i nostri soldi vadano a finanziare l’offensiva israeliana”.
(StePer)






