di Domenico Grillone – I cani randagi in città? Senza diritto di asilo, nonostante la presenza di una casa tutta loro, un canile comunale dotato di 450 posti, situato nella zona di Mortara di Pellaro, costato 650mila euro, (fondi del Decreto Reggio), inaugurato nel 2008 ma mai entrato in funzione. Tutto questo in una città rimasta l’unica, almeno tra le città metropolitane, a non avere un canile che funzioni e con il più alto tasso di randagismo in tutto il paese. Una storia datata e rimasta insoluta nel tempo, ma tornata al centro dell’attenzione grazie ai volontari del’associazione onlus “Dacci una zampa”, decisi a non mollare dopo che da ormai sette giorni occupano permanentemente il canile, rimasto chiuso tutti questi anni perché non ancora accatastato, come se si trattasse di una operazione di grande complessità. Ed in attesa che i commissari prefettizi concludano il bando di gara per la gestione. Ma il dato insolito da registrare in questa storia è che i ragazzi godono dell’appoggio, e non soltanto morale, di vasta parte dell’opinione pubblica cittadina. Perché questa volta si tratta di una protesta diversa, all’insegna dell’operatività orientata al bene comune. Non si tratta soltanto dell’amore dimostrato dai volontari verso gli animali ma soprattutto per i risultati ottenuti in pochi giorni: quarantacinque cani recuperati sul territorio, sei già affidati in adozione tra Reggio e provincia e altri tre che nelle prossime settimane troveranno casa al Nord Italia. Ed in tutta questa storia c’è da registrare il fatto che tante persone si sono presentate spontaneamente per dare una mano ed i volontari hanno ottenuto oltre 1200 firme a sostegno della petizione che vuole il canile di Mortara di Pellaro affidato, in via provvisoria, proprio all’associazione “Dacci una zampa”. In più, hanno ricevuto circa 500 euro di donazioni e altrettanti in mangimi, ciotole e farmaci per i nuovi ospiti della struttura. “Sono numeri che neanche i più moderni canili del centro o del nord Italia possono vantare – dicono i volontari – ma per noi significa soprattutto che stiamo riuscendo a dare risposte alle esigenze dei cani e del territorio”. Ci stanno riuscendo così tanto da ricevere segnalazioni da ogni parte della città, divenendo punto di riferimento perfino per Polizia e Carabinieri alle prese con problemi di questo tipo. E sempre in una settimana, il tempo dell’occupazione, sono stati capaci di rimettere la struttura in condizioni di funzionare. L’hanno bonificata da erbacce e arbusti che ormai l’avevano invasa, l’hanno ripulita ed arredata con i mobili che tanti cittadini hanno voluto donare, mentre i box hanno finalmente iniziato ad ospitare tanti cani che prima vivevano in condizione di degrado. Un successo, in tutti i sensi. Dall’altra parte, quella dei commissari prefettizi, sembra che abbiano scelto di non decidere, dopo i due tavoli tecnici – uno in Comune, l’altro in Prefettura – risoltisi con un nulla di fatto. Secondo l’impressione di alcuni volontari, la terna commissariale non avrebbe gradito la loro iniziativa mentre secondo qualche altro sarebbero orientati per lo sgombero. “La nostra non vuole essere una sfida alle istituzioni – dicono i ragazzi mettendo le mani avanti – ma abbiamo solo messo le nostre capacità e la nostra esperienza a disposizione del territorio e degli animali. Una struttura inutilizzata è stata messa in funzione, decine di animali che forse sarebbero morti hanno cibo, assistenza e un posto in cui stare. Abbiamo dimostrato che con poco tutto questo è possibile. Adesso auspichiamo che anche l’amministrazione lo riconosca”. Un servizio esemplare e gratuito, oggi ancor più necessario dopo che il canile di Taurianova, luogo in cui fino a poco tempo addietro il Comune di Reggio inviava i cani randagi del proprio territorio, è stato chiuso a causa di una interdittiva antimafia. Assieme a Candida Naccarato, responsabile dell’associazione, sono tanti i volontari che in questo momento si stanno spendendo per accudire i tanti randagi. “Siamo letteralmente bombardati da segnalazioni ma purtroppo – avvertono i ragazzi – possiamo recuperare solo cani in difficoltà nel Comune di Reggio Calabria e in presenza di un medico dell’Asp che lo possa registrare”. Per Renato Raffa sarà ancora una volta una notte un po’ speciale, infaticabile a correre da una parte all’altra per dare un minimo di confort allo spazio, situato all’interno del canile, adibito per ospitare il guardiano e dove in questo momento dormono un gruppo di volontari. “Tutta la città è con noi, comprese diverse istituzioni che si avvalgono del nostro aiuto. Perché sottrarre un cane dalla statale 106 potrebbe significare anche salvare una famiglia o un conducente. Notiamo che anche la politica adesso si sta muovendo. Perché allora i commissari non adottano un provvedimento di affidamento provvisorio d’urgenza? Credo sia una cosa fattibile. Anche perché adesso si tratta di una vera e propria emergenza. Stiamo spronando tutti affinché comprendano questa situazione e risolvano tutte quelle questioni e pastoie burocratiche che impediscono al momento l’apertura del canile che, tra l’altro, adesso funziona perfettamente”.






