I Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, a seguito di una segnalazione pervenuta sul 112, intervenivano presso l’abitazione di Lucia IOPPOLO, classe 1928, residente in via della Resistenza nr. 45 del Comune di Soriano Calabro. La donna, un’anziana bisognosa di cure, veniva rinvenuta esanime in un corridoio posto al pian terreno della propria abitazione, vistosamente messa a soqquadro, verosimilmente nella ricerca di denaro e monili in oro. Il medico legale, intervenuto sul posto, riconduceva la causa del decesso a soffocamento.
Le successive indagini vecchio stampo, condotte in strada e sentendo a sommarie informazioni numerosissime persone, orientavano i sospetti su un cittadino rumeno, tale ERDEI ROMEO BOGDAN, ventitreenne, convivente con i propri genitori in un’abitazione limitrofa a quella della IOPPOLO, ma rifugiatosi in Romania proprio all’indomani dell’omicidio dell’anziana.
L’anziana donna era solita incaricare alcune persone per l’acquisto dei medicinali che le venivano prescritti, tra cui il BOGDAN … in cambio, un pasto caldo, generi di prima necessità oppure 10 euro.
Ma il BOGDAN aveva forse intuito che la Signora aveva qualcosa di più in casa ed il 23 novembre, approfittando della sua momentanea assenza, aveva iniziato a rovistare in casa, fin quando, sorpreso, aveva soffocato l’anziana, che in un estremo tentativo di difesa, aveva cercato di allontanare l’aggressore.
L’ attento sopralluogo dei Carabinieri dopo l’omicidio non solo permetteva di rinvenire il gruzzolo della Signora (contante e monili in oro per circa 3.000 €, nascosti dietro una dispensa), ma anche di repertare, sotto le unghie della vittima, tracce biologiche.
Nel frattempo i genitori di BOGDAN stavano cercando di far cadere le attenzioni degli investigatori su un altro cittadino rumeno attraverso indicazioni parziali, che mischiavano elementi di verità ad altri completamente fuorvianti.
A quel punto bisognava solo aspettare.
BOGDAN è tornato a Soriano Calabro, dopo diversi mesi, per un breve incontro con i genitori, forse per sviare completamente i sospetti su di lui.
I Carabinieri, durante un controllo casuale, hanno compiuto un campionamento biologico salivare.
Il DNA così acquisito veniva inviato al Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Messina per la comparazione con quello prelevato dai militari sotto le unghie della vittima durante il sopralluogo, ottenendo la piena conferma della corrispondenza genetica dei due genotipi esaminati. La Magistratura, concordando con gli elementi acquisiti dai Carabinieri, nel mese di maggio emetteva un mandato di arresto europeo per il BOGADN il quale, lì rintracciato dalla polizia nazionale romena per il tramite del Dipartimento Centrale di Polizia Criminale, sarà, a breve, estradato in Italia per essere giudicato.
I dettagli dell’operazione “Nemesi” saranno resi noti oggi alle 11.30 durante una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia, alla presenza del Procuratore Capo e dei Carabinieri che hanno condotto le indagini.






