«L’appartenenza a gruppi di lavoro di neo-formazione implica cambiamenti e aggiustamentiReCoSol
continui, più facilmente governabili nella misura in cui ci si dota della “valigia degli attrezzi” per
gestire adeguatamente non solo i fattori organizzativi e contenutistici del lavoro, ma anche le
componenti umane e relazionali». Sono parole pronunciate da Roberto Canu, psicologo del lavoro,
in vista del corso di formazione, organizzato da Recosol, che terrà nei prossimi giorni a Gioiosa
Jonica.
La Rete dei Comuni Solidali, infatti, nell’ambito del progetto Sprar di cui è ente gestore, dopo gli
importanti risultati ottenuti con la giornata formativa sul diritto alla protezione internazionale del
mese scorso, convinta dell’importanza primaria della conoscenza e della preparazione di cui deve
disporre il proprio personale dipendente, ha organizzato, un nuovo e importante momento formativo
per il 29 e 30 maggio prossimi. Al corso è stato invitato anche il personale degli enti gestori Sprar
dei comuni limitrofi, al fine di continuare a fare di Gioiosa Jonica anche un luogo di confronto e di
crescita collettiva per tutti i soggetti impegnati in questo settore.
Il corso di formazione, che si svolgerà nuovamente nella prestigiosa cornice di Palazzo Ameduri,
gentilmente concesso a Recosol dall’amministrazione comunale guidata da Salvatore Fuda, avrà
quale tema centrale “organizzare l’accoglienza: gli aspetti umani. Facilitare il lavoro di gruppo
e la gestione professionale delle persone utenti” e si aprirà giovedì 29 maggio alle ore 15.30 con i
saluti del Sindaco Fuda. Subito dopo l’introduzione da parte di Giovanni Maiolo, coordinatore dei
progetti di accoglienza Recosol, si inizierà con la prima sessione incentrata sulle dinamiche e sulle
difficoltà della vita di gruppo. Dinamiche che devono essere studiate e interpretate insieme
all’arricchimento e alla preparazione di strategie relazionali e di percorsi di consapevolezza al fine
di migliorare la capacità di lettura e la gestione dei processi che rendono il lavorare insieme più
gratificante ed efficace.
Il docente, durante il corso, agirà anche per sviluppare le capacità di rapporto interpersonale,
attraverso la conoscenza dei meccanismi della comunicazione, al fine di promuovere la
collaborazione interna e tenterà di migliorare la comprensione delle dinamiche che influenzano
l’insorgere di situazioni critiche di conflitto e le migliori modalità efficaci di gestione.
«Il lavoro di aiuto – dichiara Giovanni Maiolo – non è solo “fare”, ma anche dar valore
all’esperienza che l’operatore svolge. Il percorso professionale richiede anche sostegno e
accompagnamento, consolidamento dell’identità, sviluppo di competenze rispetto all’operatività, il
tutto non solo per sé, ma anche per migliorare la qualità professionale erogata. Questo anche al fine
di calibrare adeguatamente l’investimento emotivo e limitare i rischi derivanti dall’eccessivo
coinvolgimento nella relazione con le persone a cui è rivolto il servizio di accoglienza».




