
Arrestati, dalle Squadre Mobili di Vibo Valentia e Catanzaro, tre esponenti di rilievo delle consorterie criminali del vibonese su disposizione della D.D.A. di Catanzaro,
ritenuti responsabili della detenzione di un micidiale ordigno esplosivo con innesco radiocomandato a distanza.
Le indagini hanno consentito di accertare che l’ordigno ceduto da un esponente di spicco della consorteria MANCUSO di Limbadi (VV) ad un componente della famiglia LOIELO doveva essere utilizzato da questi nell’ambito della contrapposizione della propria famiglia con altro gruppo criminale in lotta per il predominio delle attività illecite nei comuni del comprensorio delle “Serre Vibonesi”, territorio storicamente interessato da sanguinose faide criminali.
Le indagini della Squadra Mobile di Vibo Valentia e di Catanzaro che hanno portato all’arresto di MANCUSO Pantaleone cl. ’61, esponente di spicco dell’omonima famiglia di Limbadi (VV), e di LOIELO Rinaldo cl. ‘91, figlio del boss Giuseppe cl. ’66, vittima di agguato mafioso nell’anno 2002 unitamente al fratello Vincenzo cl. ’68, per mano della contrapposta famiglia EMANUELE sono ulteriore riscontro della strategia criminale della famiglia MANCUSO di Limbadi, interessata ad intervenire ed alimentare i contrasti tra le diverse cosche del vibonese.
Tale evenienza è ulteriore dimostrazione della capacità dei MANCUSO di regolare i rapporti conflittuali per acquisire potere così come è avvenuto, nel recente passato, con riferimento alla guerra di mafia scoppiata tra il gruppo dei Piscopisani e quello di Stefanaconi (VV)




