Di seguito le nota del Consigliere Regionale Aurelio Chizzoniti: In relazione a quella che definisce “temeraria, quanto servile sortita dell’UE” volta a delegittimare le peculiari ed uniche qualità organolettiche
del bergamotto, interviene senza infingimenti il Consigliere Regionale Aurelio Chizzoniti per stigmatizzare “l’evidente vassallaggio politico dell’UE che transitando con gelida disinvoltura dal DOP al Flop si consegna alle danarose caste chimiche fautrici della scoperta del secolo da far impallidire il più ispirato Lavoisier che pur di chimica si intendeva”. Lampante il blasfemo, misero e strumentale tentativo teso alla creazione di privilegi di mercato agevolando frettolose soluzioni, ovviamente, “chimiche” per neutralizzare l’insostenibile concorrenza del bergamotto la cui essenza da sempre costituisce – fra l’altro – la base dei più costosi e raffinati profumi commercializzati in ogni parte del mondo. Il Consigliere Regionale lancia un appello all’On.le Giuseppe Scopelliti, all’On. Francesco Talarico, ai Capigruppo e Consiglieri Regionali tutti perché venga convocato urgentemente il Consiglio Regionale non soltanto per protestare ma soprattutto per proporre adeguate e convincenti risposte finalizzate a neutralizzare l’ennesimo blitz anti-bergamotto. Chizzoniti sostiene che trattasi di un copione già visto saldamente ancorato al mai sopito progetto di distruggere il bergamotto esattamente come avvenne anni addietro quando si tentò con infelici risultati di produrre la preziosa essenza proprio in laboratori chimici. Ciò bastò per abbandonare la coltivazione della pianta che solo successivamente è stata ripresa. Il Consigliere Regionale suggerisce di invitare ai lavori consiliari anche gli europarlamentari regionali, gli Enti, Cooperative, Consorzi che si occupano a vario titolo della produzione, trasformazione ed altro del bergamotto estendendo l’invito anche Prof. Pino Nisticò – farmacologo di fama mondiale. Lo stesso da Presidente della Giunta Regionale calabrese si batté per la valorizzazione della pregiata pianta nel cui contesto venne approvata dall’assemblea regionale una legge ad hoc ad iniziativa fra gli altri proprio di Scopelliti, Chizzoniti, Tavilla, Caporale. Non meno importante l’impegno su questo versante, puntualizza Chizzoniti, dell’On. Fortunato Aloi. Oggi, prosegue il Consigliere Regionale, improvvisamente si scoprono tenebrose patologie allergiche che appaiono più la fisiologica conseguenza della livorosa intolleranza delle multinazionali, bramose di conquistare privilegi esclusivi e preclusivi nel mercato della cosmesi, che veritiere patologie mai eccepite o comunque riscontrate nella secolare storia del bergamotto. Sempre più strano, cinico e baro, chiosa Chizzoniti, il destino della Calabria puntualmente fuori dalle porte che contano quasi come un frate francescano che mendicando si imbatte in una colonia di convinti anticlericali. Alla Calabria, sistematicamente beffata ed avvilita, è consentito esportare soltanto “’ndrangheta” semplicemente perché serve ad alimentare la quotidiana, sistematica cultura denigratrice della regione e dei calabresi. Oggi è toccato al bergamotto, domani toccherà al cedro, quindi al vino e così continuando, magari lambendo anche l’invidiata ‘nduja, per tutto il vasto e ricco campionario delle eccellenze calabresi che evidentemente turbano equilibri e producono “allergie” commerciali. Questo è il dramma che vive la Calabria in una condizione di estrema fragilità sul versante dell’integrazione europea della quale fino ad oggi ha subito soltanto gli onerosi costi continuando ad essere considerata più Nord Africa che Sud Europa! Rebus sic stanti bus, conclude provocatoriamente Chizzoniti, “forse è giunto il momento di avviare, sul punto, una seria riflessione, magari richiamando il proverbiale concetto espresso dal condottiero Cesare, quando all’inizio della folgorante ascesa, attraversando un piccolissimo villaggio delle Alpi, scherzando sulla vita politica, esternò il proverbiale ed eloquente concetto secondo il quale: “Malo hic esse primus quam Romae secundus!”. Meglio essere primo fra questi (oggi gli africani) che secondo fra i… romani!”.




