Di seguito replica De Masi a Zurlo:
Leggo, più che sorpreso davvero esterrefatto, la dichiarazione del Presidente Zurlo circa la condizione infrastrutturale della provincia ed in particolare della “Strada del Petilino”. Premesso che in occasione dell’incontro pubblico tenutosi a Petilia Policastro di recente non ho
fatto affermazioni polemiche nei confronti dell’attuale amministrazione provinciale, ora, inopinatamente provocato dal Presidente, sempre eludendo lo spirito polemico ed affidandomi alla realtà dei fatti che solo egli ignora, debbo fare precisazioni inoppugnabili.
La strada del petilino, attesa invano per oltre mezzo secolo, ha avuto inizio di realizzazione ed è stata quasi completata grazie alla sensibilità del sottoscritto, condivisa dall’intera giunta di cui ero parte, e ad un impegno amministrativo in virtù del quale altre ed altrettante significative opere sono state realizzate. Se per Zurlo io debbo vergognarmi, per l’opinione pubblica provinciale ed in particolare per la comunità del petilino, sono indicato, e mi duole che lui se ne dispiacqua, come l’unico amministratore che ne ha compreso istanze di mobilità e non solo.
Ben altro che il Vietnam sarebbe il territorio provinciale se, ad esempio, non fosse stata realizzata la strada a scorrimento veloce S.S. 106 Cotronei, arteria attesa anch’essa da diversi decenni e realizzata grazie all’impegno del sottoscritto, come Zurlo ben sa. E poiché egli mente palesemente, di questo egli dovrebbe vergognarsi.
Non sarebbe il Vietnam il nostro territorio, se, ad esempio ancora, il Presidente Zurlo avesse avuto la capacità minima di apportare irrisori interventi di completamento al sottopasso di Le Castella, la cui realizzazione, sempre riconducibile alla mia sensibilità, garantirebbe sicurezza e facilità di accesso al centro turistico di maggior rilievo del territorio.
Circa la strada del petilino, ho onestamente ammesso che, probabilmente, qualche errore tecnico-progettuale può essersi verificato: non credo di dovermene vergognare, in quanto eventuali responsabilità di essi non sono ovviamente riconducibili a me. Riconosco che nella compagine guidata dal Presidente Zurlo esistono anche persone, come l’attuale Assessore Praticò dotato di maggiore onestà intellettuale, tanto che egli stesso ha riconosciuto la mia. Al Presidente Zurlo ricordo, infine, che mi vergogno per lui dal momento che, ancora ad es., si fregia di un autentico centro di eccellenza costituito dall’ufficio sicurezza stradale provinciale che, come tutti sanno, è opera unicamente del mio impegno amministrativo e politico.
Naturalmente ho enunciato solo le opere che, emblematicamente, rappresentano la cifra di un impegno, sviluppatosi in tanti altri interventi infrastrutturali che il Presidente ha finito per vanificare o compromettere.
Detto ciò, debbo desumere che il Presidente Zurlo si sia avvalso di qualche resoconto della riunione di Petilia assolutamente fuorviante. Del resto, le storie politiche e amministrative di ognuno di noi sono note: la vergogna alla quale egli mi vorrebbe piegare, semmai si trasforma in una rinnovata e personale presa di coscienza d’aver compiuto il mio dovere in un territorio nel quale solo questo, e sarebbe bene che Zurlo riflettesse, rappresenta un titolo molto raro di merito.
Emilio De Masi




