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Alfano alla segreteria del Pdl, Nicolò: ”Sud produce classe dirigente di qualità”

6 Giugno 2011
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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La scelta di affidare la segreteria politica del PdL al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, apre scenari e prospettive lungimiranti per lo stesso partito e per il Centrodestra in Italia. Il Presidente Berlusconi, dopo l’esito delle elezioni amministrative, ha deciso con determinazione e chiarezza di prospettive, di affidare ad una nuova generazione il futuro del partito e dell’intera coalizione di governo. Non è in fatti, un caso, che la nomina di Angelino Alfano abbia suscitato speranze e opportunità per i moderati italiani non solo negli osservatori politici, ma anche oltre i confini dell’attuale alleanza di governo, aprendo così confronti, soprattutto con l’Udc, a livello nazionale che sembravano difficilissimi, se non, addirittura, impossibili. Silvio Berlusconi – è bene sottolinearlo – ha puntato su Angelino Alfano non solo per rendergli merito personale per come ha saputo affrontare e governare la crisi della giustizia in Italia,  quanto piuttosto come uomo del Sud, di un Mezzogiorno che, grazie al forte radicamento del PdL, continua a produrre classi dirigenti di qualità e capaci di interpretare compiutamente le esigenze del Paese, unificarle in un quadro di sistema capace di recuperare i tempi perduti sotto il profilo dell’impegno per il Mezzogiorno. Una rappresentanza politica marcata e di qualità, dunque, la nomina di Angelino Alfano alla segreteria politica del PdL, a cui noi tutti, a partire dalla Calabria, dobbiamo guardare con speranza adoperandoci con ulteriore sforzi affinchè sia riconosciuta a questa classe dirigente regionale, con in testa il presidente Giuseppe Scopelliti, un ruolo di responsabilità di governo che manca da tanti anni a questa regione. Angelino Alfano sta già dimostrando straordinarie capacità politiche e di governo, e,  ne siamo certi, saprà valorizzare compiutamente quei processi di crescita fatti di esperienza amministrativa e di prassi politiche che si stanno ormai radicando nel Mezzogiorno nel PdL e nel centrodestra. E’ un moto generazionale che si porta dietro vicende culturali e identità politiche diverse, ma che poggiano ormai da tempo e in maniera consolidata su un unico denominatore comune: il PdL.
Sotto un profilo più di prospettiva, che va comunque ridisegnandosi in Italia, ma che è stato ampiamente anticipato in Calabria, l’alleanza con l’Udc appare più che mai per il centrodestra come una sorta di ‘percorso obbligato’, un tragitto utile ed esclusivo, allo stesso tempo, se si vuole veramente  costruire la ‘Casa dei Moderati’ in Italia. In questo scenario, è bene deporre da parte di tutti il senso di profonda appartenenza che ha caratterizzato  l’ultimo decennio di vita politica, a favore di un terreno di confronto nuovo, più aperto al portato dei valori che l’Udc rappresenta e che sono in buona parte, comuni al PdL. Tutto ciò, per evitare che l’Italia finisca nelle mani di una sinistra tutt’altro che adeguata al governo del Paese, rissosa, com’è emerso dalle parole di Vendola dopo elezioni amministrative di Milano, e con un Pd prigioniero delle sue lite e delle sue correnti. Con Alfano, dunque, un nuovo Centrodestra  potrà ripartire su basi nuove, forse meno ‘decisioniste’ che in passato, ma certamente con riferimenti sociali più ampi e, quindi, più rappresentativo dei blocchi sociali più vasti del Paese. Da qui, dalla Calabria, un contributo in questa direzione lo stiamo fornendo quotidianamente, aggredendo problemi che sembravano insormontabili, come la Sanità che, grazie alla determinazione di Scopelliti ed al buon lavoro di raccordo istituzionale con il governo centrale, stiamo riuscendo ad aggredire senza far venire meno i servizi per i cittadini, anzi, migliorandoli e rendendo più sicuri i centri ospedalieri. PdL e centrodestra dunque, sono sulla strada giusta per riorganizzare e dare vita sui territori alla tanto auspicata ‘Casa dei Moderati’, all’organizzazione politica di quel blocco sociale  che dal 1946 in poi, ha fatto crescere questo nostro Paese sul piano civile ed economico, fino a portarlo tra i primi dieci al Mondo. A noi tutti, oggi, viene demandato il compito di proseguire questa missione, lavorando con rinnovato impegno insieme ad Angelino Alfano, a Peppe Scopelliti, per il successo del Centrodestra e per il recupero dei temi e dei bisogni del Mezzogiorno nell’agenda politica nazionale del Paese.

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