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Reggio: l’Anassilaos realizza cartolina di Nicola Calipari

3 Gennaio 2011
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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Il 7 gennaio del 1797 nasceva a Reggio Emilia il Tricolore. Comincia così la nota della Associazione Culturale Anassilaos Giovani a firma del Presidente Tito Tropea. In quel giorno  il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni,

decreta “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso…” Cento anni dopo, alla stessa data e nella stesso città, Giosuè Carducci, il poeta della nuova Italia, ricordando l’anniversario centenario del Tricolore, così diceva “ Sii benedetta! Benedetta nell’immacolata origine, benedetta nella via di prove e di sventure per cui immacolata ancora procedesti, benedetta nella battaglia e nella vittoria, ora e sempre, nei secoli! Non rampare di aquile e leoni, non sormontare di belve rapaci, nel santo vessillo; ma i colori della nostra primavera e del nostro paese, dal Cenisio all’ Etna; le nevi delle alpi, l’aprile delle valli, le fiamme dei vulcani, E subito quei colori parlarono alle anime generose e gentili, con le ispirazioni e gli effetti delle virtù onde la patria sta e si augusta: il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l’ anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù de’ poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi, E subito il popolo cantò alla sua bandiera ch’ ella era la più bella di tutte e che sempre voleva lei e con lei la libertà” con parole che esaltavano la ritrovata Unità del Paese, dal Cenisio all’Etna, e la semplicità austera della bandiera nazionale.
La stessa bandiera sventolò a Santo Stefano d’Aspromonte e dal Castello Aragonese di Reggio Calabria in occasione della rivolta antiborbonica del  settembre 1847, i nomi dei cui Caduti  compaiono nel monumento all’Italia inaugurato a Reggio nel 1869, e fu portata in giro dai rivoltosi, persino da quel sacerdote reggino che attraversava l’allora Corso Borbonio –poi Garibaldi- descritto dal Guarna Logoteta. Per ironia del destino – rileva Tropea – il Tricolore oggi tanto poco amato da taluni, talora dileggiato e vituperato, nacque nel Nord Italia adottando quei colori (rosso, bianco e verde) che comparivano  nell’antichissimo stemma comunale di Milano e che furono poi  adottati anche negli stendardi della Legione Italiana.
Per tanti giovani impegnati nella battaglia quotidiana  per il diritto allo studio e la conquista, sempre più chimerica, di una occupazione  – rileva il Presidente di Anassilaos Giovani –  potrebbe apparire del tutto retorico una tale celebrazione, lontana dai problemi dell’oggi, eppure a me stesso e a tutti gli altri giovani avverto il bisogno di ricordare che all’ombra di quel vessillo, dalle battaglie risorgimentali alle missioni di pace in Bosnia, Libano, Iraq e Afganistan, tanti milioni di giovani sono morti o sono stati feriti nel corpo o nell’anima in conflitti che la storia ha giudicato spesso, e a ragione, duramente, ma il cui giudizio non inficia comunque il sacrificio, il dolore, il sangue di tanti nostri coetanei.
Il 7 gennaio prossimo venturo dunque la nostra Bandiera  compirà il suo  compleanno, un genetliaco tanto più significativo perché cade proprio all’inizio dell’anno che celebra il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Per l’occasione i giovani dell’Associazione hanno  realizzato una speciale cartolina  che presenta un eroe reggino dei nostri giorni, Nicola Calipari, con sullo sfondo il tricolore. La cartolina sarà affrancata dal valore bollato che proprio il 7 gennaio sarà emesso da Poste Italiane insieme ad un foglietto, e donata agli amici presenti agli incontri di Anassilaos in programma nel mese di gennaio. Tale doppia emissione segna l’avvio filatelico dei Centocinquanta anni dell’Unità d’Italia  che l’Associazione accompagnerà con una serie di iniziative di carattere storico, letterario e filatelico e la realizzazione di cartoline commemorative.

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