ROCCO SICOLI, RAPPRESENTANTE DEL MOVIMENTO “IO RESTO IN CALABRIA” (CHE SOSTIENE LA CANIDATURA ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE DI PIPPO CALLIPO) E’ INTERVENUTO OGGI ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA AD AMANTEA SUL TEMA “TERRE E MARI INQUINATI, LOTTARE PER NON MORIRE”. SICOLI HA DICHIARATO:
«Il Movimento “Io resto in Calabria” chiede che si faccia chiarezza, innanzitutto, su cosa realmente è nascosto nel nostro territorio e nei nostri mari e poi sulla reale portata dei danni ambientali e alle persone. Noi condividiamo tutti i punti indicati da Legambiente e dalle altre associazioni ambientaliste, come cruciali e decisivi per fare chiarezza. Su questa situazione, che non riguarda solo i cittadini del Tirreno cosentino ma tutti i calabresi, occorrono risposte nette e inequivocabili. L’emergenza ambientale calabrese, considerate le fitte relazioni nazionali ed internazionali che sottende, esige una maggiore attenzione da parte del Governo e dell’Unione Europea. Per quanto riguarda l’Europa, l’eurodeputato Luigi De Magistris, che assieme a Callipo ha sottoscritto la petizione del Comitato De Grazia, sta seguendo con particolare attenzione la vicenda, mentre Callipo non farà mancare il massimo sostegno a tutte le iniziative dal basso che i cittadini e il mondo delle associazioni metteranno in piedi. Perché è impossibile affidare il destino della nostra salute e della nostra Regione alla politica reticente, alle solite oligarchie dentro cui ci sono pezzi impresentabili dello Stato e a quei “prenditori” spregiudicati che per liberarsi delle scorie hanno sfruttato la criminalità organizzata, senza tenere conto delle gravissime ricadute delle loro azioni sulla salute pubblica. E’ il momento di abbandonare i campanilismi, che troppo spesso hanno relegato la Calabria nelle retrovie, lottando assieme per salvaguardare la nostra vita, il futuro dei nostri figli e lo splendido territorio della nostra Regione. Infine, un plauso va espresso all’iniziativa del Quotidiano della Calabria per la petizione lanciata al fine di far luce sulla nave dei veleni».




