”L’intelligence, attivita’ umana per eccellenza che scaturisce dal pensiero, e’ l’area strategica che decidera’ quali saranno i Paesi protagonisti e quelli comprimari nel XXI secolo. Appunto per
questo puo’ essere un’area privilegiata di studio anche nelle universita’ italiane cosi’ come avviene in tanti altri paesi nel mondo”. Con queste parole Mario Caligiuri, Direttore del Master in Intelligence dell’Universita’ della Calabria, ha concluso il convegno internazionale ”Intelligence e scienze umane”, promosso dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione diretto da Viviana Burza d’intesa con il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nella suggestiva cornice dell’Aula Magna dell’Ateneo Calabrese, dopo i saluti del Rettore Giovanni Latorre, si sono susseguiti una serie di interventii, concluse dal vicepresidente del Cnr Roberto de Mattei, che cha colto gli aspetti piu’ significativi delle diverse posizioni, sintetizzando che ”l’intelligence e’ quanto di meglio possano produrre le scienze umane”. Le relazioni svolte nel convegno, che presto verranno raccolte in una pubblicazione, hanno tutte declinato lo studio dell’intelligence con vari settori scientifici, evidenziando l’interdisciplinarieta’ della materia tanto da poterla considerare ”un punto di incontro delle scienze umane”. Il politologo Giorgio Galli ha focalizzato l’attenzione sulle logiche opposte che sono alla base tra la casa di vetro della democrazia e la necessaria segretezza dell’intelligence per garantire la sicurezza, mentre il Consigliere di Stato Carlo Mosca ha invece evidenziato come l’intelligence vada necessariamente inquadrata all’interno delle regole del diritto e della democrazia. Successivamente Virgilio Ilari, dell’Universita’ di Milano, ha sottolineato l’importanza fondamentale dell’intelligence nella dimensione storica e Pino Arlacchi, dell’Universita’ di Sassari e gia’ Vice Segretario dell’Onu, ha dimostrato l’importanza del pensiero contrario, ricordando che negli ultimi anni e’ aumentata la pace e non l’insicurezza.agi




