La presidente della Commissione regionale per le pari opportunità, Antonia Lanucara ha rilasciato la seguente dichiarazione che si trasmette qui di seguito:
“Giunte a rischio in Calabria ed in Italia dopo la decisione del TAR sulla Giunta della Provincia di Taranto. Partiti ed Enti locali facciano a gara per uscire dall’illegalità. Era già noto che una crisi grave di misoginia attraversa le Giunte di 1600 Comuni e Province, declinate tutte al maschile. Il 19% degli esecutivi locali (Comuni e Province) sono fuori norma rispetto all’attuazione delle pari opportunità.
Sembra davvero che realizzare le pari opportunità sia il rovello dell’attuale democrazia e che il fatto che le donne italiane votino i Partiti dell’arco costituzionale sia ininfluente ai fini della loro presenza negli Enti locali. Tutto questo è sicuramente ascrivibile alla crisi culturale profonda che sta attraversando la democrazia nel nostro Paese. Sappiamo tutti che la democrazia è partecipazione, occasione per discutere, per selezionare e condividere scelte che poi si affermano attraverso il libero voto. L’ordinanza del TAR, che boccia la Giunta provinciale di Taranto, in quanto rappresentata da un unico genere, ci riporta alla realtà italiana ed alle tante iniziative che le donne nel tempo hanno intrapreso per affermare la loro cultura, che gli Enti locali rimuovono respingendola nell’oblio. Lavorare tutti insieme per promuovere la presenza di entrambi i sessi nei luoghi delle decisioni significa fare uscire dall’attuale illegalità le Giunte inadempienti; dalla stessa illegalità devono uscire gli Statuti approvati dagli Enti locali che non hanno previsto la norma che disciplina le Pari Opportunità. La domanda che ci dobbiamo fare è perché ci troviamo a 60 anni dalla promulgazione della Costituzione, che prevede l’uguaglianza dei generi, in situazioni di evidente ‘fuorilegge’ negli Enti territoriali nei quali il maschilismo politico impera e non trova ostacoli. A parere mio, e non solo, i Partiti, oggi, sono al di sotto delle aspettative che animano la società, sono al di sotto di quel livello minimo di parità che deve riconoscere alle donne il contributo che danno al voto in tutte le competizioni elettorali. Dobbiamo dire un grazie garbato al TAR che riporta agli onori della conoscenza l’attuale deficit di opportunità per le donne nelle Istituzioni. Più tardi vedremo la reazione delle Istituzioni e come, a norma di legge, dovranno tutti uniformarsi. A me è chiaro, comunque, che impera un maschilismo ‘fuorilegge’ che continua a riempirsi la bocca di democrazia. La discussione nel merito dovrà aprirsi. Le donne nei luoghi delle decisioni fanno paura, una tale paura che fa perdere il lume santo della ragione. Le donne, con il loro vissuto, rompono gli equilibri tessuti dalla partitocrazia in questi ultimi 60 anni, equilibri strabici che hanno visto un unico sesso, quello maschile, realizzare ogni scelta di potere (potere nel senso di poter fare). Tornando al TAR le decisioni sulla Provincia di Taranto potranno essere impugnate; in ogni caso va riconosciuta a quel TAR, che è entrato a gamba tesa e schiena dritta nel mondo delle disuguaglianze, un merito storico. Reagiscano Partiti ed Istituzioni e facciano un passo in dietro che talvolta fa bene alla salute e consente di realizzare una politica trasparente che guarda con occhi moderni ad una possibile nuova democrazia dei due generi. Ad ogni buon fine è scontato che per stare nei luoghi delle decisioni, uomini e donne devono essere selezionati per merito e qualità.
La cultura ed il fare coerente delle donne mi fa apprezzare la Presidente Marcegaglia che ieri, soffermandosi sulla piaga della ‘ndrangheta, ha dichiarato che la realtà dell’economia è inficiata dalla grande preponderanza del denaro investito in ogni campo che da illegale, poi, ripulito, diventa legale e decide sicuramente le sorti dell’imprenditoria. Sono parole forti e coraggiose quelle della Presidente della Confindustria. Complimenti! Voglio augurarmi che siano raccolte e valutate e che si apra finalmente un nuovo corso che coinvolga in maniera inedita imprenditori, lavoratori e Partiti. Le donne, in Italia ed in Calabria, rappresentano, nella lotta contro la ‘ndrangheta un valore irrinunciabile; ma, ciò nonostante vediamo non tenuta in considerazione la loro azione ed in questo quadro di riferimento va la mia solidarietà all’onorevole Angela Napoli, per l’impegno profuso in questi anni per la lotta contro la ‘ndrangheta”.




