L’inchiesta sulla cosidetta ‘nave dei veleni’ è stata trasmessa a Catanzaro “per competenza”. Lo ha detto il procuratore di Paola, Bruno Giordano dopo l’audizione oggi a Roma in Commissione bicamerale rifiuti, a Palazzo San Macuto. “L’attenzione è stata estrema – ha detto Giordano – e tutto lascia pensare che ci sia la volontà di venire a capo di questa situazione”. L’inchiesta è stata trasferita, ha detto Giordano, “per competenza funzionale e logistica”. “Bisogna tener presente – ha detto ancora il procuratore Giordano – che la Procura di Paola sono io e una collega, che pur bravissima, è sommersa dal lavoro come me. Poi il collaboratore di giustizia, Francesco Fonti, cui la scoperta della nave ha dato riscontro, dice che si è trattato a tutti gli effetti di un ‘business’ di mafia, delle cosche di San Luca e Cetraro”. “Mi pare chiaro, quindi – ha aggiunto Giordano – che gli ulteriori approfondimenti debbano essere operati dalla Direzione distrettuale antimafia in collegamento con le altre direzioni distrettuali, che già si sono occupate a vario titolo di Fonti e di altri casi analoghi. E poi perché la gestione dei collaboratori di giustizia è comunque un’attività della distrettuale”. “Io ritengo di aver fatto un po’ di più – ha proseguito il Procuratore della Repubblica di Paola – di quello che umanamente era pretendibile da me e dall’ufficio che dirigo, così come è ridotto. Io ho rubato la mela, nel senso che ora nessuno potrà dire che non c’é l’albero che le fa. Ora, per le altre mele, chi ha spalle più larghe delle mie dal punto di vista logistico e della competenza, deve scuotere l’albero e metterci la rete sotto, possibilmente”. (ANSA).




