“La regione Calabria è attenta allo sviluppo delle fonti rinnovabili sul proprio territorio e contribuisce al sistema Paese”. Non ci sta il governo della Calabria a passare come irrispettoso verso l’ambiente. Attraverso un comunicato respinge con forza le accuse di provvedimenti regionali “costituzionalmente illegittimi” avanzate nei giorni scorsi dall’Aper, l’Associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili. “La Regione Calabria, in assenza delle linee guida nazionali ha inteso dotarsi, di un procedimento amministrativo che semplifichi l’iter autorizzativo, nell’ottica di dare certezze sia alla P.A. che agli operatori di settore”, si legge nella nota. “In merito alla determinazione del tetto massimo di complessivi 4100 Mw di potenza autorizzabile – continua il comunicato – appare doveroso chiarire che lo stesso si riferisce al solo anno 2009, a fronte di un dato nazionale al 2010 ricavabile dai Piani Energetici regionali vigenti, pari a complessivi 27.000 Mw”. Alla fine, si sottolinea, “la potenza autorizzabile prevista dalla Regione Calabria per il solo 2009, rappresenta oltre il 15% del totale ricavabile dai Piani Energetici regionali vigenti”. “Ciò – conclude il testo – testimonia, inequivocabilmente, non solo l’interesse e l’attenzione che la Regione pone allo sviluppo delle fonti rinnovabili sul proprio territorio, ma soprattutto il contributo che la stessa fornisce, nello specifico settore, al sistema Paese”.




