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    Un saggio sul leader socialista

    In occasione del nono anniversario della morte di Bettino Craxi, esce un saggio provocatorio sul leader socialista (Rubbettino editore): Le ceneri di Craxi, di Edoardo Crisafulli Perche’ Bettino Craxi e’ disprezzato dalla sinistra radicale? Perche’ e’ accusato di aver tradito il socialismo per bramosia di potere e di aver distrutto il PSI, un partito centenario? Il PSI era davvero il focolaio del malaffare e il centro nevralgico di Tangentopoli? Mani Pulite fu un’inchiesta eroica oppure un golpe mediatico-giudiziario che azzero’ una classe politica di prim’ordine? Per quale ragione le inchieste si abbatterono – implacabili – soprattutto sul PSI e sulla DC, risparmiando il PCI-PDS? Come mai si parla pochissimo dell’oro di Mosca – un fiume di miliardi versato dai sovietici nelle casse del PCI per cinquant’anni? Che peso ha avuto l’ideologia comunista nella storia italiana del dopoguerra? Qual e’ la causa profonda della ”guerra fratricida’ tra socialisti e comunisti? L’arroganza di Craxi o il conservatorismo ideologico di Berlinguer? Ha senso, oggi, dirsi dichiararsi socialisti e militare nel Centrodestra? E’ giusto dire che Berlusconi ha raccolto l’eredita’ politica craxiana? Come mai i post-comunisti si sono riciclati nel Partito democratico, formazione senz’anima e senza storia? Queste alcune domande a cui Le ceneri di Craxi, Rubbettino – in libreria da oggi, nono anniversario della morte del leader socialista – da’ risposte inaspettate e provocatorie. Il saggio di Edoardo Crisafulli gettera’ un sasso nello stagno della politica italiana. Presentato brillantemente da Luciano Pellicani – Direttore di Mondoperaio e uno dei piu’ lucidi intellettuali socialisti – Le ceneri di Craxi e’ una appassionata difesa del grande statista e leader del PSI, spentosi in esilio a Hammamet il 19 gennaio 2000. (ASCA)