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    Why not: Caso De Magistris, tre anni di bufera

    E’ cominciato nel 2005 il braccio di ferro all’interno della Procura di Catanzaro che ha coinvolto il vertice dell’ufficio inquirente e l’allora Pm, Luigi De Magistris. Nella primavera del 2005 infatti il pm iscrive al registro degli indagati alcuni esponenti politici tra cui Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, e Giuseppe Pittelli ex coordinatore calabrese di Forza Italia. A inizio 2006 il vertice della procura avoca a se l’inchiesta Poseidone. Tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 parte l’indagine Why Not che segna un primo punto a marzo 2007 con alcune perquisizioni. A ottobre dello stesso anni il pm Luigi De Magistris iscrive al registro degli indagati l’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Parte l’indagine disciplinare del Csm su richiesta di Via Arenula. A dicembre De Magistris iscrive anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi, per gli stessi reati: abuso d’ufficio e concorso in violazione della legge sui finanziamenti europei. Entro la fine dell’anno il pg reggente, Dolcino Favi, toglie al magistrato anche questo fascicolo. Siamo a fine gennaio 2008, infine, quando la sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, presieduta dal vicepresidente Nicola Mancino, trasferisce per incompatibilita’ ambientale e funzionale il pm autore delle due indagini. Dall’inizio del 2007 pero’, la procura di Salerno sta indagando sui conflitti interni alla procura di Catanzaro, a giugno del 2008 c’e’ il primo ordine di perquisizione da parte della procura di Salerno. A ottobre 2008 Catanzaro archivia la posizione di Mastella e lascia intendere che entro fine anno concludera’ anche quella su Prodi. L’ultima puntata di questa settimana con la decisione di Salerno di presentarsi a Catanzaro per perquisire sette magistrati dell’ufficio inquirente calabrese. (ASCA)