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    Regione: Forgione e De Gaetano chiedono agenzia per i beni confiscati

    “Beni confiscati, serve un’Agenzia. Presto una legge regionale per sostenere le cooperative che li gestiscono ”

     

    “Sull’importanza della confisca dei beni stiamo ormai da troppo tempo aspettando che il generale consenso su questo strumento di contrasto alla mafia si traduca in nuovi atti normativi, capaci di rendere finalmente efficace un’arma potenzialmente micidiale se non fosse spuntata da lungaggini burocratiche e sovrapposizioni di competenze”.  E’ quanto dichiara il presidente della commissione regionale contro il fenomeno della mafia, Nino De Gaetano, unendo la propria voce a quella di Francesco Forgione, già presidente della commissione parlamentare antimafia, nel sollecitare l’istituzione di un’Agenzia autonoma che si occupi esclusivamente della gestione dei beni confiscati. “La particolare natura di questi beni – spiega De Gaetano -, e i tanti limiti emersi finora dalla loro gestione, rendono improrogabile un serio intervento normativo per completare il virtuoso percorso intrapreso con l’approvazione della legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati. La giusta filosofia di quella norma, infatti, con i mafiosi costretti a restituire il maltolto alla società, deve poter trovare meno ostacoli sul suo cammino comunque costellato di risultati importanti, capaci di coniugare valenze simboliche ed economiche. Le esperienze della cooperativa sociale “Valle del Marro” nella piana di Gioia Tauro, del consorzio “Terre del Sole” lungo la fascia ionica reggina e di tutte le piccole e grandi associazioni che in Calabria hanno deciso di scommettere sui beni confiscati alla ‘ndrangheta, trasformandoli in risorse economiche per il territorio, lo testimoniano quotidianamente”. “Così come – aggiunge il presidente della commissione regionale antimafia – le richieste d’aiuto e i problemi denunciati proprio dal mondo associazionistico – da ultimo l’appello di Libera risuonato nei giorni scorsi in Consiglio regionale nel corso della tappa reggina della “Carovana antimafia” – testimoniano che è ormai tempo di affrontare le troppe criticità del sistema, con beni distrutti nelle more della confisca o ancora occupati dai precedenti proprietari”. “La Commissione regionale antimafia – conclude De Gaetano – ha comunque deciso di non aspettare con le mani in mano l’intervento normativo nazionale e, dopo aver varato la prima legge regionale antiracket e antiusura, si prepara a mettere a punto una norma che preveda un sostegno economico per le associazioni che gestiscono beni confiscati”.