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    Pignatone, a Melito Porto Salvo faida che non risparmia innocenti

    ”Siamo di fronte a una faida che non si preoccupa di colpire gli innocenti”. Cosi’ il procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e gli ufficiali dei carabinieri che hanno fatto luce sul tentato omicidio di Francesco Borrello che ha causato il ferimento del bambino di 4 anni a Melito Porto Salvo hanno commentato gli arresti dei presunti responsabili. Il contesto e’ quello di una vendetta per un duplice omicidio avvenuto nell’aprile 2004. durante una lite scaturita per futili motivi tra Francesco Borrello da una parte, e Paolo Foti, Giulio Verderame e Santo Zampaglione all’altra si verifico’ una sparatoria in cui rimasero uccisi gli ultimi due. La famiglia Foti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non ha mai digerito che il responsabile dell’uccisione dei congiunti si trovasse in liberta’, in virtu’ del riconoscimento dell’eccesso del diritto di difesa e dell’assoluzione arrivata in secondo grado. Gia’ altre due volte Borrello ha rischiato pesanti agguati ma se l’e’ sempre cavata. L’ultimo episodio prima della sparatoria sul lungomare di Melito Porto Salvo del 6 giugno scorso e’ avvenuto a gennaio, quando Paolo Foti e il nipote Annunziato si sono recati nella sua abitazione con un bastone maggiorato di una lastra in ferro. L’intervento dei carabinieri ha evitato la tragedia. I due Foti sono tuttora in carcere per quell’episodio. Secondo quanto riporta il gip nell’ordinanza di custodia cautelare, la questione doveva essere sanata dagli altri due maschi della famiglia e cosi’ Antonino e Leonardo Foti, arrestati oggi, avrebbero organizzato l’ennesimo agguato. Anche questa volta pero’ hanno fallito grazie alla prontezza di Borrello che appena ha visto il sicario avvicinarsi ha gettato contro i due uomini a bordo dello scooter la bicicletta su cui stava passeggiando. (Adnkronos)