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    Neonata morta, la ricostruzione

    Ha prima tentato di uccidere il convivente colpendolo con un coltello da cucina e avventandosi su di lui a morsi e poi, quando la figlioletta di soli quattordici giorni si e’ svegliata ed ha iniziato a piangere, ha sfogato tutta la sua furia sulla bimba, scaraventandola a terra e provocandone la morte. E’ finita in tragedia la relazione d’amore di una giovane coppia di Catanzaro, Morena Loprete, di 20 anni, e Rosario Donato (23), consumata, dopo due anni, tra litigi e incomprensioni, probabilmente a causa di problemi economici. La donna e’ stata arrestata dai carabinieri per l’omicidio volontario della figlia e per il tentato omicidio del convivente. La notte scorsa Morena Loprete e Rosario Donato erano nella loro piccola abitazione, all’incirca di trenta metri quadrati, nel quartiere Gagliano, all’estrema periferia nord di Catanzaro. Mentre sono a letto i due hanno iniziato a litigare e la donna ha colpito il convivente con un coltello da cucina. L’uomo e’ riuscito ad impossessarsi dell’arma e mentre cercava di uscire dall’abitazione e’ stato nuovamente aggredito dalla convivente che gli ha strappato il lobo dell’orecchio con un morso. Ferito e in preda al panico, Donato e’ uscito dall’abitazione ed e’ stato soccorso da alcuni vicini. La violenta lite, secondo la ricostruzione dei carabinieri, ha svegliato la bambina che ha iniziato a piangere. Morena Loprete, ancora in preda alla furia del litigio, ha scaraventato a terra la figlia e poi l’ha riposta nella culla. La donna poi ha raggiunto il convivente che, nel frattempo, e’ stato soccorso da alcuni vicini e dai sanitari del servizio 118. Questi ultimi, entrati nella casa della coppia, hanno scoperto che la bambina era morta. Successivamente Donato e’ stato accompagnato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Catanzaro dove i sanitari, anche se l’uomo non rischia la vita, si sono riservati la prognosi. L’uomo, che e’ in stato di choc, e’ stato sentito dagli investigatori ai quali ha ricostruito la dinamica del litigio con la convivente ma non ha saputo fornire elementi sulla morte della figlia. La donna e’ stata invece accompagnata nella caserma dei carabinieri dove, in stato di choc, ha detto di non ricordare quanto era accaduto. Ai carabinieri che la informavano della morte della figlia lei ha risposto, in lacrime: ”non ci credo, la bambina non e’ morta”. Sul corpo della neonata il medico legale ha riscontrato diversi traumi tra cui uno nella parte posteriore del cranio e all’addome. Proprio per la presenza di piu’ traumi gli investigatori hanno ipotizzato subito che la neonata sia stata scaraventata a terra e che non e’ stata una caduta accidentale. I carabinieri hanno raccolto alcune testimonianze dalle quali e’ emerso che tra la coppia c’erano litigi frequenti che sarebbero aumentati dopo la nascita della bambina. Nel quartiere dove vivevano c’e’ sgomento per quanto e’ accaduto. I vicini di casa, la gran parte dei quali sono anziani, si limitano a dire: ”e’ stata una tragedia, e’ stata una tragedia”. (ANSA).