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    Michelangelo Tripodi: “Governo prende al Sud per dare al Nord”

    ”E’ la prima volta nella storia della Repubblica che un Governo viene e mette le mani in tasca al Mezzogiorno a beneficio delle aree piu’ ricche del Paese, invece di programmare e di avviare investimenti. Non e’ mai accaduta una cosa del genere. Io denuncio questo come un grande scandalo nazionale”. Ad affermarlo, in una nota, e’ il segretario regionale del PdCI della Calabria, Michelangelo Tripodi, in vista dello sciopero generale del 12 dicembre, indetto dalla Cgil e dove ”le bandiere rosse dei Comunisti Italiani torneranno a sventolare forte contro la manovra finanziaria e l’operato del Governo Berlusconi”. ”Faccio un appello a tutti i cittadini affinche’ aderiscano in massa e tornino ad alzare forte la voce – spiega Michelangelo Tripodi -. Noi lo faremo come lo abbiamo fatto lo scorso 11 ottobre a Roma, a fianco dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari, dei pensionati, degli studenti e degli universitari, delle intere famiglie maltrattate e sempre piu’ impoverite dall’azione governativa del centrodestra. Per contrastare lo sfascio, la crisi, il declino che si sta registrando in tutto il Paese, e per dire no a una manovra economica che colpisce soprattutto il Sud e la Calabria”. ”Dopo lo scippo di due miliardi di euro, perpetrato come biglietto da visita ai danni della nostra regione e della Sicilia, per coprire gli ammanchi derivanti dalla cancellazione dell’Ici ai Comuni e a favore delle classi sociali con un elevato reddito personale – sottolinea il segretario del PdCI – il Governo non ha perso l’occasione, infatti, di dimostrarsi mai come ora autentico nemico del Mezzogiorno, ricentralizzando le risorse europee come i fondi FAS, bloccando gli investimenti nelle infrastrutture strategiche, cancellando i finanziamenti per i lavori di costruzione della statale 106 e di altre opere necessarie allo sviluppo del territorio. Scelte penalizzanti, dannose e vergognose anche dal punto di vista sociale, su cui serve una forte mobilitazione di massa capace di coinvolgere il partenariato economico-sociale, tutti i cittadini e tutte le fasce deboli, partendo dai lavoratori”. (ASCA)