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    De Magistris: Maccora (Csm), possibili altri trasferimenti

    ”Era doverosa da parte del Csm l’apertura della procedura di trasferimento d’ufficio per il procuratore di Salerno Luigi Apicella e per il Pg di Catanzaro Enzo Jannelli, ma la pratica non e’ affatto conclusa: dopo le audizioni di martedi’ decideremo se c’e’ ancora spazio per l’avvio di altre procedure”. Potrebbe dunque portare a nuovi sviluppi l’indagine del Csm sul durissimo scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro, dopo le prossime audizioni che riguarderanno i sostituti di Salerno e Catanzaro. A sostenerlo e’ il consigliere del Csm Ezia Maccora, che ieri ha partecipato alla riunione della Prima Commissione che ha disposto i primi interventi. Un primo passo necessario quello del Csm di fronte a una ”situazione di allarme che si e’ venuta a creare con il conflitto tra le due procure, e il cui livello di gravita’ e’ stato segnalato anche dall’intervento del capo dello Stato”. E con cui il Consiglio ha inteso ”ristabilire la credibilita’ dell’istituzione e della magistratura”. Ad Apicella e Jannelli il Csm – che ieri li ha direttamente ascoltati e che tornera’ a sentirli forse entro una decina di giorni ma stavolta con l’ausilio di un difensore – rimprovererebbe in sostanza di non aver saputo esercitare le loro funzioni in modo da evitare uno scontro di queste dimensioni. ”Sono risultati elementi tali – spiega la togata di Magistratura democratica – da porre dubbi sulla reale capacita’ dei dirigenti di trovare modalita’ di intervento in grado di evitare la grave situazione di conflittualita’ degli ufficio e garantire l’assoluto rispetto delle regole”. Ma questo non vuol dire che le posizioni di Apicella e Jannelli siano esattamente sovrapponibili: ”noi dovevamo aprire la procedura per tutti i soggetti che hanno contribuito a creare questa situazione; il prosieguo dimostrera’ se c’e’ una differenziazione di ruoli”. L’intervento del Csm non puo’ comunque rimanere isolato: ”serve un’assunzione di responsabilita’ di tutti coloro – dice ancora Maccora – che possono contribuire a riportare la situazione alla normalita’. Il Csm ha fatto il primo passo e deve continuare il suo lavoro; la speranza e’ che anche tutti gli altri soggetti rispondano con adeguata prontezza. Tra di loro ci sono certamente i titolari dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati: il ministro della Giustizia e il procuratore generale della Cassazione. Hanno – conclude – gli strumenti che gli consentono di agire con tempestivita’, in presenza di un’azione disciplinare che peraltro e’ diventata obbligatoria”. (ANSA).