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    De Magistris: Cossiga, è solo un problema dei gip

    ”La procura di Salerno incrimina quella di Catanzaro? Quella di Catanzaro incrimina quella di Salerno? Non e’ problema di competenza del Capo dello Stato ne’ del Consiglio Superiore della Magistratura, ma del gip di Salerno e del gip di Catanzaro, e in caso di conflitto sara’ la Corte di Cassazione a doversene occupare”. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. ”Ho grande rispetto – spiega – e nutro un’antica amicizia nei confronti di Giorgio Napolitano, come politico e Capo dello Stato, e, cosa che conta molto di piu’, come persona. Ho molto meno rispetto e stima per una parte della magistratura ordinaria e per il Csm, strana istituzione che dobbiamo alla poca esperienza istituzionale democratica dei cattolici dell’Assemblea Costituente contro la volonta’ del Pci. E non ho nessun rispetto, salvo qualche eccezione, per l’Anm. Percio’ forse diro’ cose che non sembreranno coerenti con la mia linea”. ”Comprendo tutta la gravita’ di quando sta avvenendo negli uffici giudiziari, o per essere piu’ esatti, negli uffici delle Procure della Calabria e di Salerno: una ‘guerra’ – rileva – che da un certo punto di vista e’ una garanzia per gli spazi di liberta’ dei cittadini. Certo, cio’ puo’ avvenire solo in Italia a causa della ‘Repubblica dei procuratori’: non in Francia, negli Stati Uniti, nel Bund e nei Laender germanici, poiche’ in quei Paesi le procure sono gerarchizzate e vi e’ un procuratore generale che mantiene l’ordine. Ma in Italia non e’ cosi’. E i magistrati inquirenti hanno lo stesso status dei magistrati giudicanti. Eppercio’, ne’ il Capo dello Stato ne’ il Csm sono competenti a occuparsi di vicende come queste, senza violare l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura. La procura di Salerno incrimina quella di Catanzaro? Quella di Catanzaro incrimina quella di Salerno? Non e’ problema di competenza del Capo dello Stato ne’ del Consiglio Superiore della Magistratura, ma del gip di Salerno e del gip di Catanzaro, e in caso di conflitto sara’ la Corte di Cassazione a doversene occupare. Dopo che i giudici avranno giudicato e avranno, anche soltanto incidentalmente, ritenuto viziato il comportamento di qualche magistrato. Solo allora – ribadisce – e mai il Capo dello Stato, ma soltanto il Procuratore Generale della Corte di Cassazione potra’ promuovere l’azione disciplinare: ed a giudicare sara’ allora la Sezione disciplinare del Consiglio ed in ultima istanza la Corte di Cassazione, salvo il caso che la Commissione competente del Consiglio non deliberi il trasferimento ad altra sede o ad altre funzioni del magistrato interessato ‘per incompatibilita” su superiori istruzioni dell’Anm”. (ANSA).