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    Catanzaro: Marziale, “chi sta male è solo”

    ”Il disagio psichico e sociale non e’ confinabile territorialmente e, al pari di ogni altra fenomenologia contemporanea, ha assunto i contorni di cittadinanza globale. Cio’ che fa spavento e’ la quantita’ esponenziale di persone affette da disturbi alla sfera psichica e l’incapacita’ totale delle istituzioni a fronteggiarne l’emergenza”. A parlare e’ il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in relazione alla neonata uccisa dalla madre a Gagliano di Catanzaro, dopo che aveva gia’ accoltellato il padre della neonata. Per Marziale, calabrese d’origine, ”e’ inaccettabile che i bilanci pubblici riguardanti i settori socio assistenziali siano risicati a vantaggio di spese delle quali l’umanita’ potrebbe farne a meno tranquillamente. Il Paese pullula di sprechi e opere incompiute. Un solo uomo delle istituzioni aveva abbozzato un timido tentativo di alimentare attivita’ di prevenzione relativamente al disagio psicosociale, Girolamo Sirchia, al tempo ministro della salute, ma purtroppo e’ stato fatto politicamente fuori e nessuno l’ha rimpiazzato adeguatamente”. Per Marziale, ”la responsabilita’ della morte della piccolina catanzarese e’ indubbiamente da ascriversi ad una madre che ha perduto il senno, ma quanti governano non hanno il diritto di assumere posizioni pilatesche perche’ troppe sono le famiglie in queste condizioni, lasciate sole da uno ‘Stato’ sempre piu’ ‘stato”. (ASCA)