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    Sanità: sindacati denunciano "colpo di mano Regione per equipe socio sanitarie"

    Si e’ svolta stamane la riunione all’assessorato regionale alla Salute, convocata per approntare una soluzione ai tanti problemi, legati al trasferimento dei 600 lavoratori del servizio regionale di Equipe Socio-psico-pedagogico. Nell’incontro, dicono Cgil, Cisl e Uil, e’ stato utile ”per prendere atto che la Giunta Regionale, con un ennesimo colpo di mano, aveva gia’ deciso e deliberato un provvedimento che, a parere del sindacato unitario, complica ancor piu’ la annosa vicenda, mischiando le carte a aprendo ulteriori, possibili contenziosi con i lavoratori”. Nella delibera di Collegato alla legge finanziaria regionale 2009, art.18 comma 4, continua il comunicato sindacale, e’ previsto che i 600 lavoratori vengono si trasferiti alle Aziende Sanitarie Provinciali, per come prevede il maxi-emendamento legge 9/2007, ma non per svolgere le funzioni legate al servizio, bensi’ mere funzioni amministrative, non collegate ne’ alle funzioni precedentemente svolte e neanche al titolo di studio. Di fatto, secondo i Sindacati, viene definitivamente soppresso il servizio Socio-psico-pedagogico regionale che, pur nelle difficolta’ e nel caos organizzativo era stato l’unico a disposizione dei calabresi nel territorio da vent’anni a questa parte; non viene trovata soluzione alla situazione di precarieta’ giuridica di questi lavoratori che quotidianamente vedono messo in discussione da sentenze il loro rapporto di lavoro con la Regione; si aggrava il servizio sanitario regionale di oltre 19 milioni di euro (tale e’ il costo del personale). A Cgil, Cisl e Uil pubblico impiego regionali non e’ rimasto che ”prendere atto della ennesima scorrettezza della Giunta Regionale, che ha unilateralmente deliberato senza informazione preventiva al sindacato e senza concertazione, senza rispettare i protocolli di relazioni sindacali regionali e le norme contrattuali e nel merito ”incasinando” ancor piu’ la vertenza che riguarda i cittadini calabresi disagiati e 600 lavoratori e sopprimendo un servizio essenziale per il sociale calabrese”. Il sindacato unitario ha gia’ ”avanzato richiesta di audizione alla Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, riservandosi ogni altra iniziativa legale per tutelare le proprie prerogative e i diritti dei lavoratori”.