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    Sanità regionale: opposizione all'attacco

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    da www.sanitacalabria.it – Foto Franco Cufari –
    I partiti di opposizione in Consiglio Regionale, Udc compreso, si ricompattano per denunciare l’inerzia della Giunta Loiero nel ricomporre i cocci del “disastro” sanitario della Regione. Puntano l’indice contro sprechi e debito. Ma faticano a riconoscere che le responsabilità colpiscono tutti.

    La lunga scrivania dell’Aula Commissioni di Palazzo Campanella non ha un posto libero. Pino Gentile (FI), Michele Trematerra (Udc), Pasquale Tripodi (Udc), Francesco Galati (Nuovo PSI), Giampaolo Chiappetta (Udc), Pietro Aiello (FI) e Alberto Sarra (AN) hanno voluto ribadire con “maggiore precisione” cosa l’opposizione pensa della gestione della sanità calabrese da parte dell’esecutivo Loiero e lo fa due settimane dopo un deludente Consiglio Regionale ad hoc compromesso dalle dimissioni (che Galati ha definito “l’autocertificazione del fallimento”) dell’assessore Vincenzo Spaziante 24 ore prima del dibattito in aula.

    Sono i Forzisti Gentile ed Aiello ad introdurre la conferenza stampa odierna. Gentile ad evidenziare che l’opposizione “a parte il deficit, l’aumento della spesa, le gravi carenze senza demagogie o strumentalizzazioni” vuole capire come Loiero “intende fare per evitare gli sprechi e le inefficienze” e mettere una pezza alla “grave disorganizzazione” che caratterizza il comparto sanitario calabrese e soprattutto vuole “salvaguardare i medici, i paramedici e tutto il personale sanitario ingiustamente criminalizzato”.

    Pietro Aiello è ancora più perentorio: “Giù le mani dai medici” che a suo parere subiscono una costante pressione che riduce la serenità del loro lavoro compromesso dalle mancanze strutturali. E dopo avere precisato l’assenza di una volontà di “radicalizzare” lo scontro politico snocciola una serie di dati che emergerebbero dai dossier del Ministero della Salute. “La spesa farmaceutica si attesta a 520 milioni di euro pari ad un 6% in più rispetto allo scorso anno, con una spesa pro-capite annua di 261 € a fronte di una media nazionale di 209 €”. Per non parlare di una “mobilità esasperata” (280 milioni di euro secondo Aiello) dalla quale si evince che sono “le prestazioni afferenti specialità mediche medio-basse rappresentano la voce di spesa più alta”. “I ricoveri in Day Hospital e Day Surgery – ha spiegato Aiello – sono aumentati a dismisura. Dovevano essere prestazioni di tipo sostitutivo e invece si sono aggiunte ai ricoveri già numerosi”.

    “Abbiamo atteso per oltre tre anni una rivoluzione che non c’è stata” – ha tuonato Aiello, rilevando inoltre come “i direttori generali non hanno garantito l’appropriatezza dei ricoveri né contenuto la spesa sanitaria”.

    I dati presentati da Aiello “bastano a rappresentare emblematicamente lo stato della sanità calabrese” per il capogruppo di AN Alberto Sarra. “Siamo passati da un assessore politico, poi uno tecnico che si é dimesso, ci dicono, perché il momento è delicato ma, mi chiedo, quali cambiamenti abbiamo avuto con un tecnico?”

    L’Udc parla per bocca di Michele Trematerra. Il capogruppo ricorda che il suo partito “già promotore di una mozione di sfiducia nei confronti del Governatore” si è sempre battuto per fare chiarezza nei bilanci e rinnovare l’erogazione dei servizi sanitari e che non si è mai sottratto al confronto su questi temi pur “contestando la soppressione del ticket e la legge sull’accorpamento delle aziende sanitarie locali”. Secondo Trematerra i calabresi oggi “pensano alla sanità ed immaginano l’ospedale” e sbagliano. “La dimostrazione che non funziona la medicina del territorio”. “Il piano sanitario – conclude –  va approvato”.

    Una gestione poco oculata della sanità secondo Francesco Galati che per alcuni versi viene gestita “al di fuori ed al di sopra delle leggi” con esplicito riferimento ad alcune, contestate, assunzioni sanate da un provvedimento del Consiglio Regionale. Secondo Galati “per sanare la situazione non è necessario produrre nuove norme, ma imporre nuove prassi di buona gestione”. E sul Piano Sanitario ha un commento tanto secco quanto pessimista “non riusciremo – si corregge – non riusciranno mai ad approvare il piano sanitario”.

    Ma è sulla ricetta per la razionalizzazione dei presidi ospedalieri che provoca qualche imbarazzo. Dice infatti che “non è più possibile difendere l’ospedaletto sotto casa. Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un presidio dell’ospedale di Oppido Mamertina. Bisogna dire basta e chiudere questi ospedali inutili”.

    Infatti è di pochi giorni fa una nota congiunta dei Consiglieri Sarra, Nicolò e Tripodi proprio a difesa del nosocomio di Oppido. “Il mio era un esempio” – si giustifica una volta messo davanti alla evidente contraddizione – ma l’episodio fa riflettere.

    “Bisogna spiegare ai calabresi qual è la filosofia con la quale la Giunta Loiero vuole rinnovare la sanità”. Serve un nuovo “modello organizzativo”. Lo afferma Pasquale Tripodi che – nella Giunta Loiero – ha ricoperto importanti incarichi assessorili.

    Giampaolo Chiappetta considera completamente inutile la discussione in Consiglio Regionale “dove si è parlato, in politichese, del nulla” giudicando l’atteggiamento del Governo regionale “schizofrenico”.

    Le conclusioni arrivano al termine delle domande dei cronisti.

    L’intera conferenza stampa è stata caratterizzata da rivendicazioni di buona gestione e “rispetto del patto di stabilità” negli anni di governo del centro-destra. Ma i Consiglieri che oggi sono all’opposizione dimenticano che il debito, che sta impegnando ben due advisor internazionali per la sua ricognizione, è maturato proprio nell’arco temporale 2001-2006. Casualmente l’era Chiaravalloti e del centro-destra.

    Dunque il “rispetto del patto di stabilità” brandito da Sarra, Gentile e Aiello ha garantito alla Regione un riconoscimento di premialità alterato. Le ultime inchieste della magistratura hanno accertato che nel dipartimento regionale della sanità taroccavano i dati trasmetti al ministero. E i direttori generali di quell’epoca mettevano sotto il tappeto, lontano dalle carte ufficiali, i debiti accumulati. E chi nominava quei manager?

    Il Governo Loiero dimostra di predicare troppo e realizzare troppo poco, ma sarebbe un buon punto di partenza riconoscere – senza riserve – le responsabilità di tutti. Perché non c’è tempo per i distinguo. Peraltro marginali.

    Un commissariamento si profila all’orizzonte e sembra sempre più concreto…