• Home / CITTA / Regione: i lavori della Prima Commissione

    Regione: i lavori della Prima Commissione

    Con l’impegno, assunto all’unanimità, di ascoltare nella prossima seduta utile l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Luigi Incarnato e, successivamente l’amministratore delegato della Sorical (società risorse idriche calabresi), si sono conclusi i lavori della Prima Commissione “Affari istituzionali e Affari generali” presieduta da Giulio Serra.

    Nel corso della seduta è stata anche licenziata la proposta di legge di rettifica dei confini territoriali dei comuni di Rende e Castiglione Cosentino.

    Il presidente dell’organismo Giulio Serra, a margine dei lavori, ha dichiarato: “Abbiamo avviato un importante dibattito ed approfondimento per dovere istituzionale e non sulla base di pregiudizi precostituiti nei confronti di chi gestisce il sistema delle risorse idriche in Calabria, considerato sia il difficile compito che i problemi esistenti sul territorio. Porteremo avanti il nostro impegno con l’audizione dell’assessore al ramo, dell’Amministratore delegato della Sorical, e se necessario, dello stesso presidente della società per intervenire migliorando il servizio, sia sul piano della distribuzione che su quello del costo economico. Potremo così dire di aver dato adeguate risposte alle attese ed aspettative dei cittadini”.

    Nella seduta della prima Commissione, è stato il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Borrello, sulla base delle informazioni acquisite dallo stesso organismo mediante un’apposita richiesta agli uffici competenti, a fornire un’informativa dettagliata e puntuale sulla Convenzione per la gestione del servizio idrico integrato tra la Regione e la Sorical. Il vicepresidente ha ricostruito le fasi salienti nella gestione delle acque in Calabria, prima e dopo la nascita della Sorical. A margine dei lavori, Borrello ha dichiarato quanto segue:

    “Il nuovo assetto idrico regionale venne delineato con la legge regionale di recepimento della legge nazionale Galli secondo due direttrici fondamentali: i grandi invasi e cioè gli investimenti che si sarebbero dovuti realizzare per l’approvvigionamento idrico di tutta la Calabria e la gestione delle risorse idriche ai Comuni e agli Enti Locali.

    Si decise di affidare il comparto dei grandi invasi ad una società mista pubblico-privata che la Regione avrebbe dovuto costituire. La scelta contenuta in una proposta di legge della Giunta fu il risultato di un ampio ed articolato dibattito prima in Commissione e poi in Aula. Era una opinione condivisa che il servizio idrico regionale non dovesse essere più gestito in forma centralizzata. L’idea era quella di affidare ad una società mista il compito di completare i grandi invasi, riservando alle Ato (ambiti territoriali ottimali), la competenza della gestione di derivazione delle acque. Nel ’99, venne realizzata la gara d’appalto per individuare il socio privato nell’ATI (associazione temporanea d’imprese) costituita da Enel Hidro e Acquedotto pugliese. Quest’ultimo, poco tempo dopo, cedette le sue quote all’Enel. Sulla convenzione era previsto un parere vincolante della commissione competente ma la Giunta, decise di procedere ugualmente con l’adozione del silenzio-assenso, (nonostante l’approvazione di una legge d’interpretazione autentica con la quale veniva stabilito che sui pareri vincolanti non si potesse procedere col silenzio-assenso).

    Il testo della Convenzione venne rimandato più volte dalla Commissione alla Giunta per correzioni ed aggiustamenti in quanto da un lato, non comprendeva le Province, dall’altro, individuava in capo all’amministratore delegato (socio privato) tutti poteri di gestione, residuando in capo al Consiglio di Amministrazione compiti e funzioni che esulavano dalla gestione, con una evidente espropriazione dei poteri della parte pubblica. A ciò si aggiunga che non era previsto a carico della Sorical alcun versamento di quote, a differenza della Regione che metteva a disposizione patrimonio e risorse per svariati miliardi di lire.

    A tutt’oggi, la Sorical continua a svolgere una serie di funzioni che la legge istitutiva non le assegna, tra cui un potere di gestione sulle tariffe che continuano a subire variazioni annuali straordinarie. Tariffe sui cui vengono fatte gravare, ricomprendendole anche le spese di manutenzione straordinarie ”.