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    'Ndrangheta: Inquirenti su operazione Crotone, cosche emergenti molto pericolose

    ”E’ la prima volta che viene sgominata la cosca in maniera cosi’ completa”. Lo hanno detto gli inquirenti nella conferenza stampa tenutasi questa mattina nei locali della Procura di Catanzaro, alla presenza del procuratore Vincenzo Antonio Lombardo, del procuratore aggiunto Salvatore Murone, dei questori di Catanzaro e Crotone Arturo De Felice e Gaetano D’Amico, dei dirigenti delle squadre mobili delle due citta’ e di un funzionario dello Sco di Roma in forza sul territorio crotonese da aprile. E’ proprio da questo periodo che si sono intensificate le attivita’ sul territorio. Alla vigilia di Pasqua (22 marzo) avvenne infatti il noto episodio dell’agguato in cui mori’ Luca Megna, reggente dell’omonima cosca. In quell’occasione rimase ferita la figlia, segno della pericolosita’ della nuova cosca emergente della frazione Papanice di Crotone che non si ferma nemmeno davanti agli innocenti. ”Personaggi di assoluto spicco criminale” sono stati definiti dagli investigatori. Pochi giorni dopo l’omicidio di Megna segui’ la risposta della cosca con l’agguato in cui rimase ucciso Giuseppe Cavallo e da li’ scaturi’ il primo intervento di magistrati e polizia che eseguirono una trentina di fermi a carico di esponenti delle cosche crotonesi. la nuova geografia criminale vede le famiglie Grande Aracri-Nicoscia-Cappicchiano alleate con Russelli contrapposte ai Dragone-Trapasso-Arena alleate con i Megna. La pericolosita’ di questi personaggi e’ evidente anche dai numerosi sequestri di armi che nell’ultimo anno sono state sequestrate nell’area del crotonese: oltre quattromila munizioni, sei pistole, cinque fucili kalashnikov, due pipe bomb che sarebbero potute essere usate anche contro i magistrati che si stavano occupando del caso, in particolare del pm Pierpaolo Bruni. (Adnkronos)