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    A3: interdette trentuno ditte

    ”Finora abbiamo interdetto in corso d’opera 31 ditte a cui e’ venuto meno il certificato antimafia ma ancora non basta”. L’ingegnere Osvaldo Zedda, dirigente dell’Impregilo (general contractor per i lavori del quinto macrolotto dell’A3 Salerno-Reggio Calabria), e’ chiaro nel chiedere il sostegno dello Stato ai deputati Franco Laratta (Pd) e Angela Napoli (Pdl) nel corso della loro visita ai cantieri per la prosecuzione in sicurezza dei lavori sull’autostrada calabrese. Il Protocollo d’Intesa firmato con la Prefettura di Reggio Calabria consente di agire piu’ velocemente rispetto alla normativa antimafia ma la possibilita’ di interdire dai lavori le imprese che si dimostrano contigue alla criminalita’ organizzata crea non pochi problemi: ”Quando mandiamo via le ditte i lavori nell’area di loro competenza naturalmente si fermano, dobbiamo trovare altre ditte, chiedere anche per loro il certificato antimafia e ricominciare ogni volta da capo” ha spiegato l’ingegnere Michele Fabio Russo dell’Impregilo. Gli interessi della criminalita’ si concentrano soprattutto nel quinto macrolotto che vede un impiego di un miliardo e 300mila euro. E’ in quest’area che si concentra il maggior numero di intimidazioni. ”La gente qui non vuole venire a lavorare – prosegue Zedda – perche’ non si sente sicura. E poi dobbiamo fare i conti anche con gli operai che vengono licenziati dalle ditte quando operiamo l’interdizione. Pensano che con la ‘ndrangheta lavoravano e con il rispetto del Protocollo perdono il lavoro: dobbiamo combattere anche questa mentalita”’. (Adnkronos)